Attivo il nuovo sito venetoadassisi.it

Da domenica 18 maggio è attivo il nuovo sito internet dedicato all'iniziativa "Il Veneto ad Assisi".
L'indirizzo da digitare è
www.venetoadassisi.it
Da questo momento l'attività di questo blog è limitata alle news (leggi sotto questo post).
Invitiamo tutti i naviganti web a raggiungere il nuovo sito che proporrà di volta in volta tutti i principali aggiornamenti e contributi da parte della Commissione preparatrice.
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giovedì 16 ottobre 2008

Conferenza stampa per presentazione concorso


CONFERENZA STAMPA
Presentazione del Concorso per le Scuole
Il Veneto ad Assisi
Venerdì 17 ottobre, ore 11 - Casa Pio X, Sala Bachelet (2° piano) - Padova, via Vescovado 29
Solo pochi giorni fa - il 3 e 4 ottobre - la regione Veneto (autorità religiose e civili, cittadini e fedeli) si è recata ad Assisi per l'offerta dell'olio alla lampada che arde sulla tomba di San Francesco, patrono d'Italia. Circa 3000 i pellegrini che vi hanno partecipato, provenienti da tutta la regione, di cui oltre 600 del territorio della Diocesi di Padova.

In collegamento con questo importante momento vissuto dalle genti venete e per dare un'ulteriore occasione di sottolineare valori universali che richiama la figura del Poverello d'Assisi, l'Ufficio Scuola della Diocesi di Padova in collaborazione con la Pontificia Basilica di Sant'Antonio ha indetto un concorso dedicato alle scuole di ogni ordine e grado del territorio della Diocesi di Padova.

L'iniziativa verrà presentata alla stampa venerdì 17 ottobre, alle ore 11, durante l'incontro che si terrà in Sala Bachelet di Casa Pio X (2° piano), in via Vescovado 29 a Padova. Interverranno:
  • mons. Franco Costa, vicario episcopale per la catechesi e direttore dell'Ufficio scuola della Diocesi di Padova
  • p.Giorgio Laggioni, vicedirettore della Basilica del Santo
  • p.Alberto Tortelli, coordinatore organizzativo del Pellegrinaggio del Veneto ad Assisi

La presenza di un vostro giornalista è particolarmente gradita
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Ufficio Stampa Diocesi di Padova
- via Vescovado 29- 35141 Padova - Sara Melchiori 049-8771757 - ufficiostampa@diweb.it - 347-3367977 - melchiori@diweb.it
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martedì 14 ottobre 2008

Il Veneto ad Assisi - concorso per le scuole


IL VENETO AD ASSISI
Concorso per le Scuole di ogni ordine e grado in occasione del pellegrinaggio delle comunità del Veneto ad Assisi per l'offerta dell'olio della lampada del Patrono d'Italia.

Diocesi di Padova (Ufficio Scuola) - Pontificia Basilica di Sant'Antonio.

"Il pellegrinaggio delle genti venete ad Assisi diventa un'occasione favorevole per riscoprire i valori alti del vivere insieme, illuminati dalla luce del Vangelo che San Francesco ha abbracciato come unica regola di vita per sé e per i suoi frati e ha proposto come risposta originale alle autentiche aspirazioni del cuore dell'uomo di ogni tempo: del nostro tempo in particolare".
(Messaggio dei Vescovi del Triveneto)

BANDO DI CONCORSO (ESTRATTO)
Il bando di concorso completo è pubblicato nel sito:
www.diweb.it/pd/ufficioscuola
  • Il concorso viene bandito per le scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado nel territorio della diocesi di Padova.
  • I lavori dovranno essere presentati ENTRO MARZO 2009
  • La premiazione avverrà ENTRO IL 15 MAGGIO 2009
Gli elaborati da presentare a concorso, con riguardo ai rispettivi gradi di scuola, possono essere:
  • una composizione a tema, in forma letteraria (tema di approfondimento, articolo di giornale, ricerca storica... anche con riferimento alle fonti francescane o alla storia del francescanesimo sul proprio territorio, in Italia e in Europa) opp. con altre modalità espressive (pittoriche, grafiche... );
  • documentazione in DVD di mostre o esposizione di lavori esposti in ambito territoriale e/o scolastico,
  • documentazione in DVD di una ricerca storica su località, o edifici o semplici edicole di interesse artistico religioso, a testimonianza della spiritualità e sensibilità francescana del territorio (interviste, indagini sull’ambiente, documentazione fotografica...);
  • un cortometraggio ispirato al Cantico delle Creature (non più di 10 minuti)...
  • un SMS contenente un messaggio ispirato a san Francesco a giovani del nostro tempo (160 caratteri al massimo, spazi inclusi).
(...) I valori dei primi premi sono i seguenti:
  • 1000,00 euro PRIMO PREMIO SCUOLE DELL’INFANZIA
  • 1000,00 euro PRIMO PREMIO SCUOLE PRIMARIE
  • 1500,00 euro PRIMO PREMIO SCUOLE SECONDARIE DI I GRADO
  • 1500,00 euro PRIMO PREMIO SCUOLE SECONDARIE DI II GRADO
Per informazioni: UFFICIO SCUOLA DIOCESANO - PADOVA
ufficioscuola@diweb.it

www.diweb.it/pd/ufficioscuola - sezione novità - pastorale/iniziative
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Clicca qui per il pdf della locandina
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martedì 7 ottobre 2008

Telechiara: programma sul pellegrinaggio regionale.

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L'emittente televisiva della CET, TELECHIARA, propone uno speciale televisivo sul pellegrinaggio regionale ad Assisi.
La trasmissione è inserita nella rubrica settimanale "Insieme da Aquileia".
Il programma sarà trasmesso:
  • martedì 7 ottobre ore 21.00
  • domenica 12 ottobre ore 18.30.
E' possibile vedere il programma anche via internet collegandosi agli orari indicati alla pagina web:
http://www.telechiara.it/live.asp
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domenica 5 ottobre 2008

documenti multimediali 3-4 ottobre

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Questo post raccoglie alcuni files multimediali (documenti pdf, files audio mp3, fotografie, video...) relativi agli eventi del 3-4 ottobre ad Assisi.
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fotografie
3 ottobre
  • Omelia di mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, alla celebrazione del Transito: clicca qui per il file pdf con il testo. Clicca qui per il post su questo blog.
4 ottobre
  • Santa messa solenne in basilica superiore. Saluto iniziale di padre Vincenzo Coli, custode del Sacro Convento, all'inizio della celebrazione: clicca qui per il file mp3.

  • Rito di accensione della lampada votiva e messaggio del sindaco di Venezia Massimo Cacciari: clicca qui per il file mp3.

  • Omelia del Patriarca di Venezia card. Angelo Scola: clicca qui per la prima parte , clicca qui per la seconda parte (files mp3). Clicca qui per il file pdf con il testo, clicca qui per il post su questo blog.

  • Preghiere dei fedeli. Qui sotto la clip da YouTube:

  • Messaggio del Ministro Generale OFM Conv, padre Marco Tasca. Clicca qui per il file mp3.

  • Messaggio del Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Clicca qui per il file mp3.

  • Messaggio del rappresentante del Governo italiano, ministro Maurizio Sacconi. Clicca qui per il file mp3.

  • Messaggio del Vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino. Clicca qui per il file mp3.

  • Messaggio del sindaco di Assisi, Claudio Ricci. Clicca qui per il file mp3.

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L’olio del Veneto per San Francesco Cacciari: ma non seguiamo la sua via

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L’olio del Veneto per San Francesco Cacciari: ma non seguiamo la sua via

(05.10.2008 - il Mattino di Padova, pag. 9)
Il sindaco di Venezia e il presidente Galan ad Assisi per la riaccensione della lampada votiva

ASSISI. Suggestiva ieri ad Assisi la cerimonia presieduta dal Patriarca di Venezia, Angelo Scola, nel corso della quale il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan ha offerto simbolicamente a nome dell’intera nazione una caraffa in vetro di Murano con l’olio del Veneto per la lampada votiva che arde ad Assisi presso la tomba di San Francesco, patrono d’Italia. La lampada è stata riaccesa dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari, in rappresentanza dei Comuni italiani. La celebrazione che si è svolta nella Basilica superiore di S. Francesco, alla presenza di autorità civili e religiose, è stata trasmessa in diretta da Rai Uno.

Per il governo era presente il ministro al welfare Maurizio Sacconi. Dal 1939, ogni 4 ottobre si ripete questa cerimonia nel corso della quale una regione italiana offre l’olio che alimenta la lampada votiva posta nella cripta del santo nella Basilica d’Assisi. Il Veneto ha già assolto questo compito nel 1950, nel 1970 e nel 1988. Il presidente Galan ha presentato l’offerta dell’olio, davanti alle delegazioni delle Province e dei Comuni veneti, durante la liturgia presieduta dal Patriarca Scola che ha concelebrato con il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino e i vescovi veneti. Successivamente nella Loggia del Sacro Convento c’è stato il discorso ufficiale del presidente Galan.

«Vogliamo guardare a Francesco come al nostro padre e maestro. L’Italia ha sete dello stile di vita che fu di Francesco. Tocca a noi praticarlo, a cominciare da chi tra noi è chiamato a pubblica responsabilità nella Chiesa e nella società». E’ un passaggio dell’omelia di Scola, alla quale ha fatto seguito l’intervento di Cacciari. «L’attualità del messaggio di Francesco sta nella sua completa inattualità: ci fa ricordare che non siamo sulla sua via, neanche lontanamente», ha detto il sindaco di Venezia.
«La grandiosità del progetto francescano - ha affermato infine il presidente veneto - rende trasparente la santità originaria dei primi passi compiuti da Francesco e dai suoi compagni, ed è un genere di santità che scelse di professare fin da subito anche Venezia, che si affidò all’evangelista Marco, e che nel farsi città, nel costruirsi dal nulla come città, seppe essere città francescana. Già nel corso della vita terrena di Francesco la laguna veneziana, più precisamente una piccola isola della laguna, dette ospitalità al Santo in viaggio tra l’Italia e l’Oriente. E quell’isola divenne San Francesco del Deserto, che assieme a due straordinarie chiese, San Francesco della Vigna e la Basilica dei Frari, fanno di Venezia una città francescana. Di qui il senso profondo della vicinanza spirituale, storica, tra Assisi e Venezia, tra Francesco e il Veneto».
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Il Veneto porta l'olio ad Assisi. E anche i laici invocano il Santo

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Il Veneto porta l'olio ad Assisi E anche i laici invocano il Santo (05.10.2008 - il Corriere del Veneto, pag. 5) Sacconi, Galan, Cacciari guidano la delegazione nella Basilica

ASSISI — Tu chiamale, se vuoi, devozioni. Il Veneto, che fu sacrestia d'Italia, torna dopo vent'anni a offrire il suo olio per la lampada votiva di San Francesco e a rappresentarlo in prima fila, durante la cerimonia nella Basilica di Assisi, ci sono tre campioni del pensiero laico: Maurizio Sacconi, Giancarlo Galan, Massimo Cacciari. Un ministro cresciuto nella tradizione socialista, un presidente di Regione che affonda le radici nella cultura liberale (e anche, nel suo caso, vagamente anticlericale), un sindaco che è stato comunista e che più volte si è annoverato tra coloro che «credono di non credere».

Ciò non di meno, ieri Galan ha portato in chiesa la caraffa in vetro di Murano che conteneva l'olio veneto, destinato ad alimentare la lampada che arde perennemente vicino alla tomba del santo patrono d'Italia. E Cacciari, in rappresentanza dei Comuni d'Italia, ha riacceso il lume francescano nella Basilica, rivolgendo poi al Poverello «una preghiera profondamente religiosa e insieme profondamente laica» per invocare il suo «sguardo benevolo» sul Veneto e su tutta l'Italia. Mentre Sacconi, ministro veneto in rappresentanza del governo italiano, ha tratto ispirazione dall'atmosfera di Assisi per pronunciare queste parole, riferite alla stretta attualità economica: «La crisi finanziaria di questi giorni, che sta sconvolgendo consolidati equilibri - ha osservato il ministro del Welfare - , non può non divenire l'occasione per un forte richiamo a una gerarchia di valori fondati sulla persona, sulla fratellanza, sulla carità».

È stato un 4 ottobre speciale per il Veneto. Alunni e studenti hanno avuto un giorno di vacanza da scuola, tremila pellegrini hanno raggiunto Assisi al seguito dell'olio, il Patriarca di Venezia Angelo Scola ha presieduto la celebrazione in Basilica, concelebrando la messa con i nove vescovi della regione, davanti ai sette presidenti di Provincia, a 110 sindaci in fascia tricolore, al governatore Galan affiancato dall'assessore al-l'Istruzione, Elena Donazzan, e dal consigliere regionale Marco Zabotti, entrambi ferventi cattolici. Nella sua omelia, il cardinale veneziano si è rivolto all'assemblea con queste parole: «L'Italia ha sete dello stile di vita che fu di Francesco. Tocca a noi praticarlo, a cominciare da chi tra noi è chiamato a pubblica responsabilità nella Chiesa e nella società». E ancora, richiamando lo scopo del pellegrinaggio: «L'accensione della lampada e l'insieme dei gesti che la stanno accompagnando sono un fatto corale, religioso e civile che vuol porre con forza un segno di solidità nel travaglio provocato dalle rapide trasformazioni in atto anche nella nostra Italia. La lampada ha aggiunto il Patriarca - che arde presso la tomba del Poverello, grazie al dono dell'olio, sarà come una preghiera continua. Anche la preghiera inconsapevole di chi si ritiene incapace di credere».

Al termine della liturgia, Galan ha pronunciato il suo discorso all'interno della Basilica, richiamando il legame storico tra il Veneto e il santo di Assisi: «Venezia è città francescana - ha detto il presidente della Regione - . Nel corso della vita terrena di Francesco, la laguna veneziana, più precisamente una piccolissima isola della laguna, dette ospitalità al santo in viaggio tra l'Italia e l'Oriente. E quell'isola divenne San Francesco del Deserto. Per non dire delle due grandi e straordinarie chiese veneziane, San Francesco della Vigna e la Basilica dei Frari. Di qui - ha concluso Galan - il senso profondo della vicinanza spirituale, storica, artistica, tra Assisi e Venezia, tra Francesco e il Veneto, che oggi si trova raccolto in meditazione e preghiera accanto alla lampada eterna». Presidente, sindaco e ministro compresi.
Alessandro Zuin
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«Francesco, stile di vita di cui il mondo ha sete»

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Avvenire, www.avvenire.it, 05 ottobre 2008

«Francesco, stile di vita di cui il mondo ha sete»
DA ASSISI (PERUGIA) ROMANO CARLONI

Guardare a Francesco come al nostro «padre e maestro» .
È l’invito del cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, rivolto ai 3.000 pellegrini veneti giunti ieri in Assisi per rendere omaggio al patrono d’Italia.
Il cardinale Scola ha ricordato che «l’accensione della lampada e l’insieme dei gesti che l’accompagnano sono un simbolo corale, religioso e civile che pone un elemento di solidità nel travaglio e nella confusione provocati dalle rapide trasformazioni in atto nella nostra società.
Infatti tutti i 'fondamentali' che hanno per secoli regolato l’umana convivenza sono oggi messi in questione. È un fatto. Penso alle decisive nozioni di vero, di buono e di bello, al senso della vita e della morte, a quello di matrimonio, di famiglia, di identità religiosa e culturale di una nazione, al rapporto con l’ambiente, alla costruzione di un solido e durevole equilibrio tra pace, sviluppo e giustizia».
Il patriarca ha messo in evidenza che «Francesco ancora oggi, dopo otto secoli, esercita una straordinaria attrattiva in tutto il mondo. Come la fiamma della lampada che abbiamo solennemente acceso, Francesco bruciò e si consumò di carità (per Dio, per gli uomini e verso il cosmo) lungo tutta la sua esistenza. All’invito del Crocifisso di San Damiano: 'Va’ e ripara la mia chiesa', Francesco risponde con l’offerta totale delle pro-prie energie. L’Italia, ma il mondo intero, ha sete di questo stile di vita che fu di Francesco. Siamo qui per intercedere da Francesco l’edificazione della vita buona religiosa e civile .

Le autorità venete hanno reso omaggio al Poverello - molti i doni, frutto dell’artigianato di pregio, anche di Murano - con la riaccensione della lampada votiva dei Comuni d’Italia da parte del sindaco di Ve-nezia, Massimo Cacciari.

Il presidente della Regione, Giancarlo Galan, ha messo in evidenza il legame tra Venezia e Francesco: «la grandiosità del progetto francescano rende trasparente la santità originaria dei primi passi compiuti da Francesco e dai suoi compagni - ha detto Galan - ed è un genere di santità che scelse di professare fin da subito anche Venezia che nel farsi città, seppe essere città francescana.
Già nel corso della vita terrena di Francesco, la laguna veneziana, più precisamente una piccolissima isola della laguna, dette ospitalità al Santo in viaggio tra l’Italia e l’Oriente. E quell’isola divenne San Francesco del Deserto, che assieme a due grandi e straordinarie chiese veneziane, San Francesco della Vigna e la Basilica dei Frari, fanno di Venezia una città francescana. Di qui il senso pro-fondo della vicinanza spirituale, storica, artistica, tra Assisi e Venezia, tra Francesco e il Veneto».

Nel messaggio agli italiani il ministro Maurizio Sacconi, a nome del governo, ha sottolineato che l’attuale crisi finanziaria può por-tare a riscoprire i valori fondati sulla persona. « L’Italia, come molti altri Paesi d’Europa e del mondo - ha detto Sacconi - sta attraversando una stagione storica di cui non siamo stati in grado di prevedere le crescenti difficoltà. La crisi finanziaria di questi giorni, che sta sconvolgendo consolidati equilibri, rappresenta il punto finale di queste dinamiche e non può non divenire l’occasione per un forte richiamo ad una gerarchia di valori fondati sulla persona, sulla fratellanza, sulla carità. Da questo sacrario di fratellanza dobbiamo attingere le forze per una pacificazione sociale e un’esperienza di solidarietà, che sono lo sfondo etico dell’impegno delle istituzioni ad ogni livello». In quest’ottica Sacconi ha ribadito considerato che «siamo costretti a constatare che sempre più persone rischiano di vivere in condizioni di povertà assoluta», che «nelle prossime settimane verrà avviata la sperimentazione della cosiddetta 'carta sociale' elettronica, come un bancomat, per veicolare sostegni al reddito, agevolazioni tariffarie, sconti negli acquisti per i beni primari, anche grazie al concorso delle liberalità. Il recupero e la garanzia dell’essenziale per tutti rappresentano una priorità indiscutibile per la politica e le istituzioni».
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Venezia rende omaggio a San Francesco

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Venezia rende omaggio a San Francesco
Il Gazzettino, Veneto e Friuli, 05 ottobre 2008

Assisi - Vogliamo guardare a San Francesco come al nostro padre e maestro: l'Italia ha sete dello stile di vita che fu suo. Tocca a noi praticarlo, a cominciare da chi è chiamato a pubblica responsabilità in seno alla Chiesa e alla società civile.
Queste le parole più significative pronunciate, ieri, dal patriarca Angelo Scola nella Basilica superiore di Assisi alla messa solenne per la festività del patrono d'Italia.
Ricorrenza che quest'anno ha coinvolto in modo particolare il Veneto cui è toccato l'onore di riaccendere la lampada votiva che arde sulla tomba del Poverello a nome della Nazione.

Tremila i fedeli pellegrini giunti dalla nostra regione, 54 da Venezia, insieme al Governatore Galan, ai 7 presidenti delle Province e ai 110 sindaci con in testa Massimo Cacciari che in apertura ha compiuto il gesto pubblico del dono dell'olio. Rivolgiamo a San Francesco una preghiera religiosa ma anche laica perché ci sia sempre la volontà di dialogare per il bene comune, la solidarietà ai deboli e la pace fatta di giustizia e amore gratuito ha spiegato il primo cittadino, richiamando, così, le principali virtù francescane.
Poco prima Scola aveva chiuso la processione, con in fila 10 vescovi veneti, che dopo il corteo iniziale partito dalla piazza centrale del Comune ha attraversato la navata del santuario affrescato da Giotto.

L'accensione della lampada è un simbolo corale, religioso e civile che pone un elemento di solidità nel travaglio e nella confusione provocati dalle veloci trasformazioni in atto nella società e in Italia ha detto nell'omelia il cardinale che da oggi sarà a Roma per l'impegno al Sinodo.
Il patriarca ha confermato, quasi ottocento anni dopo, l'attualità della figura di quel ragazzo figlio di papà benestante, vissuto a cavallo tra il XII e XIII secolo, che un giorno decise di voltare pagina e dedicarsi tutto alla povertà e alla penitenza: San Francesco ha risposto alla chiamata con l'offerta completa della sua vita e il suo metodo costruttivo fatto di compassione verso ogni creatura, indomabile apertura alla libertà del prossimo e instancabile azione di pace, è ancora così necessario in tutti gli ambienti del-l'umana esistenza: l'Italia e tutto il mondo ha sete di questo stile di vita.

Durante la celebrazione, oltre al pane e al vino, il presidente del Veneto Giancarlo Galan ha offerto una casula, quello della Provincia, Davide Zoggia un completo per altare in vetro di Murano, Cacciari un vaso sempre in vetro di Murano blu cobalto; dal Comune di Cavallino, una forcola da caorlina e dai pellegrini, tutti con il fazzoletto al collo con il motto Pace vera e sincera carità, due completi d'altare per la Basilica di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli.
Al termine, gli interventi delle autorità presenti tra le quali il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi: Al risveglio della propensione all'aiuto solidale si accompagnano, tuttavia, inedite situazioni di emergenza sociale e ogni giorno siamo costretti a constatare che sempre più persone rischiano di vivere in condizioni di povertà assoluta ha detto Per questo motivo nelle prossime settimane sarà avviata per loro la sperimentazione della carta sociale elettronica, moderna infrastruttura per veicolare sostegni ai redditi, agevolazioni tariffarie, sconti negli acquisti dei beni primari grazie anche al concorso delle liberalità: più che mai si rendono necessari gesti concreti di attenzione solidale.
Dal canto suo, Galan ha rammentato che Venezia è città francescana, ospitando la Basilica dei Frari e le chiese di San Francesco del Deserto e San Francesco della Vigna, a contrassegnare l'antico e forte legame col Poverello che è stato capace di costruire dal niente una grande e immortale energia spirituale.

Il Veneto, quest'anno, ha riacceso la lampada votiva sulla tomba per la quarta volta dal 1939, quando Papa Pio XII proclamò San Francesco patrono d'Italia, dopo averlo già fatto nel 1953, nel 70 e nell'88.
Fra' Marco Tasca, ministro generale dell'Ordine dei Minori Conventuali che da moltissimi secoli tramanda lo stile del Santo di Assisi, ha già preannunciato che il 4 ottobre dell'anno prossimo sarà la volta della Basilicata.
Alvise Sperandio
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sabato 4 ottobre 2008

VENETO OFFRE OLIO PER LAMPADA DI S.FRANCESCO PATRONO D’ITALIA: PRESIDENTE GALAN

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VENETO OFFRE OLIO PER LAMPADA DI S.FRANCESCO PATRONO D’ITALIA: PRESIDENTE GALAN

Comunicato stampa n° 1612 del 04/10/2008

(AVN) – Assisi, 4 ottobre 2008

L’analogia tra le origini di Venezia e quelle del Francescanesimo è stato il tema centrale del discorso del Presidente della Regione Giancarlo Galan al termine della cerimonia durante la quale ha offerto simbolicamente a nome dell’intera nazione l’olio del Veneto per la lampada votiva che arde ad Assisi presso la tomba di S. Francesco, patrono d’Italia.

“Prima che Venezia diventasse lo straordinario abbellimento architettonico, artistico, urbanistico che da oltre un millennio ne fa meraviglia che stupisce il mondo – ha detto Galan davanti alle autorità civili e religiose presenti- Venezia è stata palude, è stata fango, è stata paesaggio negato agli uomini perché spazio marginale, acquitrinoso, selvatico. E’ in un luogo molto fragile, molto debole, molto esposto ad ogni genere di pericoli, molto povero, quindi che i primissimi veneziani immaginano, sognano di poter costruire una città fantastica, una specie di utopia realizzata, un miracolo. In uno spazio segnato dalle foci dei fiumi, da piene rovinose, da mareggiate e alluvioni devastanti, sempre in un instabile equilibrio tra terre e acque, che vanno a rifugiarsi coloro che sapranno costruire una splendida città, una città che diverrà dominante nel mondo”.

Dopo aver ricordato le parole di Cassiodoro, storico e intellettuale della tarda romanità, che fu uno tra i primi osservatori del povero e desolato paesaggio lagunare, costruito sul niente, Galan ha aggiunto: “E chi altri, se non Francesco d’Assisi - il Santo che predicava agli uccelli - fu capace di costruire dal niente, dalla più assoluta povertà, dalle più umilianti ingiurie e avversità, dalla più fragile e debole comunità di fratelli e sorelle, una così grande e immortale energia spirituale, in grado di offrirsi quale sostegno indistruttibile alla Chiesa e all’Umanità?”.

“La grandiosità del progetto francescano – ha detto il presidente veneto - rende trasparente la santità originaria dei primi passi compiuti da Francesco e dai suoi compagni, ed è un genere di santità che scelse di professare fin da subito anche Venezia, che si affidò all’Evangelista Marco, e che nel farsi Città, nel costruirsi dal nulla come Città, seppe essere Città francescana. Già nel corso della vita terrena di Francesco la laguna veneziana, più precisamente una piccolissima isola della laguna, dette ospitalità al Santo in viaggio tra l’Italia e l’Oriente. E quell’isola divenne San Francesco del Deserto, che assieme a due grandi e straordinarie Chiese veneziane, San Francesco della Vigna e la Basilica dei Frari, fanno di Venezia una città francescana”.

“Di qui – ha concluso Galan - il senso profondo della vicinanza spirituale, storica, artistica, tra Assisi e Venezia, tra Francesco e il Veneto, che oggi si trova raccolto in meditazione e preghiera accanto alla lampada eterna.”

Ufficio Stampa Regione Veneto
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VENETO OFFRE OLIO PER LAMPADA DI S.FRANCESCO PATRONO D’ITALIA

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VENETO OFFRE OLIO PER LAMPADA DI S.FRANCESCO PATRONO D’ITALIA

Comunicato stampa n° 1611 del 04/10/2008
(AVN) – Assisi, 4 ottobre 2008

Il Presidente della Regione Giancarlo Galan ha offerto simbolicamente a nome dell’intera nazione una caraffa in vetro di Murano con l’olio del Veneto per la lampada votiva che arde ad Assisi presso la tomba di S.Francesco, patrono d’Italia.
Lo ha fatto nel corso della celebrazione che si è svolta oggi nella Basilica superiore di S.Francesco ad Assisi, alla presenza di autorità civili e religiose.
Per il governo era presente il ministro al welfare Maurizio Sacconi.
Dal 1939 il 4 ottobre si ripete questa cerimonia nel corso della quale una regione italiana offre l’olio che alimenta la lampada votiva posta nella cripta del santo nella Basilica d’Assisi.
Il Veneto ha già assolto questo compito nel 1950, nel 1970 e nel 1988.
Il presidente della Regione Giancarlo Galan ha presentato l’offerta dell’olio, davanti alle delegazioni delle Province e dei Comuni veneti, durante la liturgia presieduta dal Patriarca di Venezia Angelo Scola che ha concelebrato con il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino e i vescovi veneti, presenti il Legato Pontificio per la Basilica Attilio Nicora e i ministri generali e provinciali delle Famiglie Francescane. Alla cerimonia è intervenuta anche l’assessore regionale Elena Donazzan.
Durante il rito, il presidente Galan ha portato simbolicamente all’altare la caraffa piena d’olio del Veneto e il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, in rappresentanza dei comuni italiani, ha riacceso la lampada votiva.
Successivamente nella Loggia del Sacro Convento c’è stato il discorso ufficiale del presidente Galan e il messaggio all’Italia da parte del ministro Sacconi.
Nel pomeriggio è stata impartita la benedizione all’Italia e al mondo con l’Autografo della benedizione di San Francesco.
Per questa occasione la Regione del Veneto ha promosso ad Assisi anche iniziative di carattere culturale e agroalimentare.
Oggi pomeriggio era in programma l’esibizione del coro Edelweiss A.N.A. Monte Grappa della sezione Alpini di Bassano del Grappa, mentre ieri sera è stata rappresentata la commedia musicale “Frate Francesco”, proposta dalla Compagnia Luna Buona della Parrocchia del Duomo di S.Nicola di Motta di Livenza, purtroppo penalizzata dal brutto tempo.
Sono stati allestiti anche momenti di promozione di prodotti tipici del Veneto.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto
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Messaggio del Sindaco di Assisi Claudio Ricci

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Messaggio del Sindaco di Assisi Claudio Ricci

Saluto Tutti,
in particolare coloro che si chiamano Francesco e Chiara. Grazie “di cuore” al Veneto.

Grazie per “accolto”, nuovamente, l’invito per San Francesco d’Assisi.

In otto secoli di storia i Valori di “Francesco e Chiara” hanno acceso la speranza nel cuore di tante persone, la speranza nel “cuore dell’umanità”. Dai Francescani, con Giotto, nasce anche l’arte pittorica europea, la cui opera mirabile arriva sino al Veneto.

Oggi dobbiamo “riscoprire la santa umanità” di Francesco, tornando alla semplicità, “ad una vita aperta”, aperta alla condivisione con gli altri.

Invece di mettere sempre Muri e Barriere, dobbiamo costruire, in ogni momento solo Ponti, Ponti di Dialogo, Ponti di Libertà, Ponti di Solidarietà.

Francesco, in fin di vita, “benedice” la “città di Assisi”, benedice le città, perché ogni città è Luce di umanità, santità, cultura e pace.

Le pietre vive di Assisi, luminose dopo i restauri, accolgono la Luce delle città del Veneto, la Luce dei Comuni d’Italia, Luce che arde, vicino al Santo, accesa con l’olio della Vostra Regione.

Il Veneto accolse Francesco durante i suoi pellegrinaggi e il legame fu così fraterno al punto che solo i Veneziani potevano parteci-pare al “Perdono di Assisi”, esponendo i “propri Vessilli”.

Spero che i Gonfaloni, i Vessilli dei Comuni d’Italia, possano, nello Spirito di Francesco, essere “sempre vicino alla gente”, accet-tando la modernità, senza mai lasciare indietro nessuno.

Grazie e Viva S. Francesco Patrono d’Italia.

Claudio Ricci Sindaco di Assisi
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Indirizzo di saluto di mons. DOMENICO SORRENTINO vescovo di Assisi

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Indirizzo di saluto di mons. DOMENICO SORRENTINO
Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino

Porto volentieri il saluto di questa comunità cristiana che vi accoglie con gioia. La incontrate in un momento di slancio missionario, col desiderio di mettersi in sintonia con s. Francesco nel gridare la sua testimonianza a Cristo.

Otto secoli fa, Francesco era da poco convertito, e aveva appena i suoi primi compagni, tutti insieme non più di otto, quando egli sentì l’ispirazione di inviarli a due a due a predicare il Vangelo. Da allora Assisi acquistava l’orizzonte universale che la contraddistingue, e che vede voi, carissimi veneti, autorità civili e religiose, fedeli, qui non soltanto per onorare la sua memoria, ma anche per attingere ispirazione.

Quest’ anno la Chiesa di Assisi sta vivendo, proprio sulle orme di Francesco, il tempo della missione. Ci sentiamo chiamati a far nostro il desiderio del Santo di dire a tutti che Cristo è il Signore e il senso della nostra vita. Con lui riscopriamo la missione di pace e di fraternità che deve caratterizzare la Chiesa nel suo rapporto con la società.

Francesco è davvero il fratello universale. Sa gettare ponti di comunione e abbattere i muri di separazione. C’è più che mai bisogno della sua testimonianza all’inizio di questo millennio, che si è inaugurato all’insegna di fratture e tensioni, in una globalizzazione che intreccia le persone, ma fatica ad unirle, che fa conoscere di più, ma non sempre fa incontrare e solidarizzare. Quale società vedremo scaturire da questo grande cantiere, in cui culture, popoli e religioni cercano spazi nuovi e intese non facili? Una grande sfida!

Per noi discepoli di Gesù l’obiettivo è chiaro: dobbiamo costruire la civiltà dell’amore. Nessuno come Francesco, che lo ha appreso alla scuola del vangelo, è in grado di insegnarlo. Il mio augurio a tutti voi, amici veneti, è che da queste ore trascorse ad Assisi portiate a casa un senso di vera pace, che prima di essere progetto per la società civile, per la politica, per i rapporti internazionali, è una esperienza interiore, che ciascuno può fare nella misura in cui ne trova in Dio la sorgente e il segreto.

Grazie per la testimonianza di fede che ci lasciate.

Auguri di ogni bene alle vostre famiglie e alle vostre comunità, alle vostre Città.
Il Signore vi benedica tutti.
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Messaggio del Presidente della Regione del Veneto Giancarlo Galan

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Intervento del Presidente della Regione del Veneto Giancarlo Galan

“Molte le cose che uniscono tra loro, o meglio, che rendono in un certo senso simili le origini di Venezia e quelle del Francescane-simo. Prima che Venezia diventasse lo straordinario abbellimento architettonico, artistico, urbanistico che da oltre un millennio ne fa meraviglia che stupisce il mondo, Venezia è stata palude, è stata fango, è stata paesaggio negato agli uomini perché spazio mar-ginale, acquitrinoso, selvatico. E’ in un luogo molto fragile, molto debole, molto esposto ad ogni genere di pericoli, molto povero, quindi che i primissimi veneziani immaginano, sognano di poter costruire una città fantastica, una specie di utopia realizzata, un miracolo.
In uno spazio segnato dalle foci dei fiumi, da piene rovinose, da mareggiate e alluvioni devastanti, sempre in un instabile equilibrio tra terre e acque, che vanno a rifugiarsi coloro che sapranno costruire una splendida città, una città che diverrà dominante nel mondo.

Tra i primi osservatori del povero e desolato paesaggio lagunare c’è Cassiodoro, intellettuale della tarda romanità, che scrisse: “Voi venetici vivete come uccelli marini, con le vostre case sparse attraverso la superficie dell’acqua. La solidità del suolo sul quale pog-giate è assicurata solo da vimini e canne, eppure non esitate ad opporre un così fragile baluardo al furore del mare.” E chi altri, se non Francesco d’Assisi - il Santo che predicava agli uccelli - fu capace di costruire dal niente, dalla più assoluta povertà, dalle più umilianti ingiurie e avversità, dalla più fragile e debole comunità di fratelli e sorelle, una così grande e immortale energia spirituale, in grado di offrirsi quale sostegno indistruttibile alla Chiesa e all’Umanità?

La grandiosità del progetto francescano rende trasparente la santità originaria dei primi passi compiuti da Francesco e dai suoi com-pagni, ed è un genere di santità che scelse di professare fin da subito anche Venezia, che si affidò all’Evangelista Marco, e che nel farsi Città, nel costruirsi dal nulla come Città, seppe essere Città francescana.

Già nel corso della vita terrena di Francesco la laguna veneziane, più precisamente una piccolissima isola della laguna, dette ospita-lità al Santo in viaggio tra l’Italia e l’Oriente.

E quell’isola divenne San Francesco del Deserto, che assieme a due grandi e straordinarie Chiese veneziane, San Francesco della Vigna e la Basilica dei Frari, fanno di Venezia una città francescana. Di qui il senso profondo della vicinanza spirituale, storica, ar-tistica, tra Assisi e Venezia, tra Francesco e il Veneto, che oggi si trova raccolto in meditazione e preghiera accanto alla lampada eterna.”
Giancarlo Galan
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Messaggio del Ministro generale OFM Conv, fr.Marco Tasca

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Saluto del Ministro generale OFM Conv, fr.Marco Tasca

Carissimi fratelli e sorelle,
a voi tutti qui convenuti per lodare e benedire Dio per le meraviglie operate in san Francesco d’Assisi giunga, cordiale, il saluto che il Poverello amava ripetere a tutti coloro che incontrava sul proprio cammino: il Signore vi dia pace! La pace vera, che è un dono prezioso poiché viene dall’alto e solo Dio la può donare. Quella pace che non è semplicemente l’astensione da ogni atteggiamento conflittuale, ma una condizione interiore positiva, che implica un impegno costante e maturo nella costruzione del bene altrui.

Saluto con particolare affetto ed amicizia i numerosi pellegrini qui giunti dal Veneto per rinnovare, a nome di tutte le regioni d’Italia, l’affidamento della nostra cara patria alla protezione di san Francesco.

Per una felice e significativa coincidenza, la festa di quest’anno giunge in un momento particolare sia per la Chiesa universale che per la Famiglia Francescana: infatti la Chiesa universale si prepara a celebrare, a partire da domani e sino alle fine del mese di ottobre, la XII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi che avrà come tema “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”, mentre la Famiglia Francescana è ormai prossima a dare inizio alle celebrazioni che lungo tutto quest’anno commemoreranno l’ottavo centenario del dono del carisma francescano alla Chiesa e al mondo (1209-2009).

Cogliendo l’invito evangelico a saper leggere con sapienza i segni dei tempi (cf. Mt 16,2-3), vogliamo lasciarci interrogare dal dono di grazia che ciascuno di questi due avvenimenti rappresenta per ognuno di noi. L’assemblea sinodale ci richiama l’importanza fondamentale della Parola di Dio nella vita di ogni cristiano: non vi può essere crescita nella fede senza un ascolto attento, umile e perseverante di Dio che non cessa di rivelarsi al cuore dell’uomo attraverso la Parola di salvezza, trasmessa a noi dalla Chiesa. In una società come la nostra, in cui troppo spesso l’uomo è misura di se stesso e delle proprie azioni, il confronto autentico e schietto con la Parola di Dio costituisce un indispensabile rimedio che affranca dal rischio dell’autoreferenzialità e rende il cuore capace di ascolto e di incontro.

Francesco d’Assisi aveva ben compreso l’importanza e la necessità di attingere costantemente al “tesoro delle divine parole scritte” (cf. Lettera a tutto l’Ordine 34-37), al punto da fare del Vangelo l’unica regola e norma per la vita dei frati minori. Il suo fulgido esempio diventa sprone per ciascuno di noi che ci sforziamo di seguirne le orme e di riproporne la testimonianza evangelica nell’oggi della storia, ottocento anni dopo la prima approvazione della regola da parte di papa Innocenzo III. In un mondo in cui sembra sem-pre prevalere chi alza di più la voce, siamo chiamati ad essere uomini capaci di autentico dialogo: ma la radice di questo atteggia-mento fondamentale nasce solo dalla capacità di autentico ascolto di Dio che mi si rivela tanto nella Parola scritta quanto in quel “vangelo vivo” che sono i fratelli con cui condivido il mio cammino di sequela di Cristo. Ecco la testimonianza che la Chiesa e il mondo si aspetta dai figli e dagli amici di san Francesco! Ecco la sfida che ci è innanzi, per tradurre l’esperienza del Poverello nell’oggi della nostra storia!

«Cominciamo, fratelli, a servire il Signore Iddio, perché finora abbiamo fatto poco o nessun profitto!» (1Cel VI, 103), amava ripetere san Francesco verso la fine della sua vita terrena. Il suo esempio e la sua protezione ci aiutino ad essere buoni ascoltatori ed efficaci annunciatori della parola del Vangelo.

Annuncio che la regione che il prossimo anno offrirà l’olio per la lampada del Patrono d’Italia è la BASILICATA.

Miei cari fratelli e sorelle, il Signore vi dia pace!
fr. Marco Tasca, Ministro generale
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radio Vaticana: la Chiesa celebra San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia

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RadioVaticana, RadioGiornale ore 14:00, sabato 04 ottobre 2008
www.radiovaticana.org

La Chiesa celebra San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia

Ad Assisi i festeggiamenti per l’odierna solennità di San Francesco, patrono d’Italia.
Ieri il ricordo degli ultimi istanti di vita del poverello alla Porziuncola con il corteo dei fiori e la solenne commemorazione del transito nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli.
Oggi le celebrazioni si sono spostate nella Basilica Papale di San Francesco.
Ad offrire l’olio per la lampada votiva sulla Tomba del Santo quest’anno è il Veneto: numerosi i fedeli di tutte le diocesi della Regione giunti in pellegrinaggio accompagnati dai vescovi locali e dalle autorità locali.
Il cardinale Angelo Scola, presidente della Conferenza Episcopale Triveneta, ha presieduto in mattinata l’Eucarestia. Nel pomeriggio la Messa celebrata da mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi. Il servizio è di Paolo Ondarza.

L’innamorato di Madonna Povertà, l’uomo semplice, appassionato dell’incontro con l’altro nella verità del Vangelo, mistico e poeta dell’armonia del Creato, annunciatore dell’amore di Dio fino in Terra Santa. Impossibile racchiudere Francesco d’Assisi in una de-inizione. La multiformità dei suoi carismi ha generato la composita famiglia francescana, suddivisa ancora oggi nei tre ordini da lui voluti: frati, clarisse e terzo ordine regolare. Nella tarda sera del 3 ottobre 1226, Francesco, gravemente malato, chiese ai suoi confratelli di essere trasportato nell’amata chiesetta della Porziuncola, dove recitando il salmo 141 “Signore a te grido, accorri in mio aiuto” e la lauda di Sora Morte del Cantico di Frate Sole, adagiato sulla nuda terra, lasciò questo mondo. Aveva circa 45 anni.

Il custode della Basilica di Santa Maria degli Angeli, in Porziuncola, padre Fabrizio Migliasso:
R. – Ci piace parlare non di morte di Francesco, ma di transito. Solitamente, appunto, la morte è legata più alla tristezza e al distacco. Essere custodi di questo luogo vuol dire portare questo messaggio di speranza verso sorella morte. L’esperienza che noi facciamo, le piccole morti quotidiane a causa del peccato, dei nostri limiti, delle nostre debolezze, Francesco, di fronte a queste, ci insegna a saperle mettere nelle mani di Dio. La mattina del giorno successivo alla morte, il corpo di Francesco fu traslato e tumulato nella chiesa parrocchiale di San Giorgio d’Assisi, dove rimase fino al 1230, quando venne portato nella Basilica inferiore, costruita da frate Elia. Qui i resti mortali di Francesco sono ancora conservati.

Il portavoce del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato:
R. – La foto che vorrei proporre a coloro che ci ascoltano in questo momento è quella di tante mani, che si poggiano sull’altare che gira attorno alla Tomba di Francesco, questi pellegrini che depongono con le lacrime agli occhi le loro speranze, i loro desideri, di vivere Cristo quotidianamente. Francesco venne canonizzato nel 1228 da Gregorio IX, proclamato patrono d’Italia nel 1939 da Pio XII. Quest’anno tocca al Veneto, tra le regioni d’Italia, offrire l’olio per la lampada votiva dei comuni italiani. Un gesto che richiama il desiderio espresso dal Poverello di non lasciare neppure per un istante che il Crocifisso di San Damiano, che gli aveva indicato la sua vocazione, restasse privo dell’onore di un lume. Dal 2005 inoltre il Parlamento italiano ha fissato al 4 ottobre, solennità di San Francesco, la Giornata per la pace, la fraternità e il dialogo tra le religioni.
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Omelia del Patriarca di Venezia, card. Angelo Scola.

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BASILICA PAPALE DI S.FRANCESCO (Basilica Superiore)
Solennità di San Francesco

SOLENNE CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA IN OCCASIONE DELL’ACCENSIONE DELLA LAMPADA VOTIVA DEI COMUNI D’ITALIA
Sir 50 1, 3-7; dal Salmo 15; Gal 6,14-18; Mt 11, 25-30

Assisi, 4 ottobre 2008
OMELIA PRONUNCIATA DA S.E.R. CARD. ANGELO SCOLA, PATRIARCA DI VENEZIA

1. Dopo aver ascoltato dal Crocifisso di San Damiano l’invito a riparare la sua casa in rovina, Francesco, dice il biografo, volle offrire «denaro a un sacerdote perché provvedesse una lampada e l’olio, e la sacra immagine non rimanesse priva, neppure per un istante, dell’onore di un lume».(TOMMASO DA CELANO, Vita seconda di San Francesco, 10).
Eminenze, Eccellenze, Reverendi Ministri generali, Autorità civili e militari (comunali, provinciali, regionali) Signor Ministro rappresentante del Governo, carissimi fratelli e sorelle in Cristo Gesù qui presenti o che ci seguite da lontano. Noi oggi, facendo eco al suo delicato gesto di amore e di gratitudine, abbiamo acceso la lampada dei Comuni italiani perché vogliamo guardare a Francesco come al nostro “padre e maestro”. Così lo definisce Dante (Paradiso, XI, v. 85).

2. Da tutto il Veneto siamo convenuti in questa splendida Basilica animata dal penetrante racconto della vita di Francesco ad opera di Giotto e ci siamo uniti al popolo di Assisi e ai molti pellegrini. L’accensione della lampada e l’insieme dei gesti che, dal Vespro di ieri sera, la stanno accompagnando sono un fatto corale, religioso e civile che vuol porre con forza un segno di solidità nel travaglio provocato dalle rapide trasformazioni in atto anche nella nostra Italia. Tutti i “fondamentali” che hanno per secoli regolato l’umana convivenza sono oggi messi in questione. È un dato di fatto. Penso al significato del vero, del buono, del bello, al senso della vita e della morte, del matrimonio, della famiglia, dell’identità religiosa e culturale di una nazione, del rapporto con l’ambiente, della costruzione di un solido e durevole equilibrio tra pace, sviluppo e giustizia…

3. Eppure la nostra è un’epoca piena di fascino. È, soprattutto, quella in cui Dio che è Padre ci chiama a vivere. Ma a vivere come? Ce lo dice Francesco, che ancora oggi, dopo otto secoli, esercita una straordinaria attrattiva in tutto il mondo: «Sei tu, Signore, l’unico mio bene» (Salmo responsoriale, 15, 1). Questa è in Francesco la radice di tutto. La sua quotidiana esistenza fu la risposta carica di amore al Bene Unico che è Dio. Lo si vede chiaramente da come ha vissuto la sua morte.
«A cerchi concentrici - ha detto Papa Benedetto l’anno scorso qui ad Assisi - l’amore di Francesco per Gesù si dilata non solo sulla Chiesa ma su tutte le cose, viste in Cristo e per Cristo» (Benedetto XVI, Incontro con i giovani, 17 giugno 2007).

4. Come per San Paolo, la passione per Cristo segnò Francesco fin nella carne [«Io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo» (Seconda Lettura, Gal 6,17)]. E questa passione fu nel poverello inscindibile dalla passione per l’uomo.
Non a caso la Prima Lettura lo identifica con «colui che nella sua vita riparò il tempio e… premuroso di impedire la caduta del suo popolo, fortificò la città contro un assedio» (Sir 50, 1.4). Come la fiamma della lampada che abbiamo solennemente acceso, Francesco bruciò e si consumò di carità (per Dio, per gli uomini e verso il creato) lungo tutto l’arco della sua esistenza.
All’invito del Crocifisso di San Damiano - «Va’ e ripara la mia chiesa» (TOMMASO DA CELANO, Vita seconda di San Francesco, 10). - Francesco risponde con l’offerta totale delle proprie energie - «Voglio dare a Dio il prezzo del mio sudore» (ibidem) – e diede tutta la vita.

5. Dallo stile di vita di Francesco scaturisce il metodo per l’edificazione non solo della Chiesa, ma, con le debite distinzioni, di tutta la società civile. Un metodo sempre costruttivo, oggi così necessario in tutti gli ambiti dell’umana esistenza.
Anzitutto una compassione che sa chinarsi su ogni creatura, senza orgoglio né separazione. Una compassione sempre più solidale, nella verità, con tutta la debolezza presente nel mondo e anche nella Chiesa [«Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi, ed io vi ristorerò» (Vangelo Mt 11,28)]. Una compassione sempre più legata al destino buono della creazione che, nel travaglio e nei gemiti del parto, si va lentamente compiendo.
In secondo luogo un’indomabile apertura che sa far spazio alla libertà dell’altro, ma pienamente consapevole e responsabile della propria fisionomia (pensiamo all’incontro col Sultano).
In terzo luogo un’instancabile azione di pace, nella coscienza chiara che la sua origine viene da Dio.
L’Italia, ma il mondo intero, ha sete di questo stile di vita che fu di Francesco. Tocca a noi praticarlo, a cominciare da chi tra noi è chiamato a pubblica responsabilità nella Chiesa e nella società.

6. Sono passati quasi settant’anni da quel 4 ottobre 1939 in cui Pio XII proclamò San Francesco Patrono d’Italia, dando inizio a questa feconda tradizione a cui la nostra Regione partecipa ormai per la quarta volta. Allora, anche sul nostro Paese, si stavano addensando i bagliori di un tragico conflitto mondiale, ma gravido di incognite è anche il momento presente. Lo avverte ognuno di noi. E lo percepiamo tutti insieme come popolo italiano. Per questo siamo qui. La lampada che arde presso la tomba del Poverello, grazie al dono dell’olio, sarà come una preghiera continua. Per tutti. Cosa Chiediamo al Signore per l’intercessione di San Francesco? Ripetiamo dal profondo del cuore l’invocazione che ha concluso l’accensione della lampada: «Fa’o Francesco che il popolo italiano, fedele alle radici cristiane, vivendo in comunione e fraternità, concorra con l’Europa al progresso dell’umanità, per il bene e la pace di tutti» (Preghiera del vescovo dopo l’accensione della lampada votiva).
Amen
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Conferenza Episcopale Triveneta

Ufficio stampa.


santa messa: diretta web

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Cronaca web della santa messa solenne in Basilica Superiore.
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Presiede S. Em. ANGELO SCOLA, Cardinale Patriarca di Venezia, con il Vescovo di Assisi S. E. Mons. DOMENICO SORRENTINO, i Ministri Generali e Provinciali della Famiglia Francescana e con l’assistenza di S. Em. ATTILIO NICORA, Cardinale Legato Pontificio per la Basilica.
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  • 9.00 - inizia la diretta televisiva. in sottofondo il canto del coro della Cappella Papale che esegue il "Cantico delle Creature" di padre Stella.
  • 9.06 - entra la processione, aperta dalla croce, seguita dai religiosi francescani e i concelebranti...
  • 9.11 - padre Vincenzo Coli da' il benvenuto all'assemblea...
  • 9.13 - Il patriarca di Venezia da' inizio alla celebrazione con i riti di iniziali...
  • 9.15 - le autorità portano l'olio offerto e chiedono la benedizione; il celebrante presidente accoglie la richiesta e - con formula solenne - benedice l'olio contenuto in un preziosa ampolla in vetro...
  • 9.17 - il sindaco di Venezia riceve l'olio benedetto, lo versa nella lampada votiva e poi - ricevuto il fuoco dal diacono - accende la lampada dietro l'invito del Patriarca di Venezia...
  • 9.18 - il sindaco di Venezia Massimo Cacciari rivolge a san Francesco un messaggio a nome delle genti venete... - il sindaco è visibilmente commosso e parla a braccio...
  • 9.20 - il Patriarca di Venezia conclude il rito dell'accensione della lampada con una preghiera... - il coro intona il Gloria... - il coro diretto da p.Giuseppe Marino esegue magistralmente...
  • 9.25 - inizia la Liturgia della Parola... -
  • Prima Lettura Sir 50, 1.3-7
    Francesco come sole sfolgorante rifulse nel tempio di Dio.
    Dal libro del Siracide
    Ecco chi nella sua vita riparò il tempio, e nei suoi giorni fortificò il santuario. Ai suoi tempi fu scavato il deposito per le acque, un serbatoio ampio come il mare. Premuroso di impedire la caduta del suo popolo, fortificò la città contro un assedio.
    Come era stupendo quando si aggirava fra il popolo, quando usciva dal santuario dietro il velo.
    Come un astro mattutino fra le nubi, come la luna nei giorni in cui è piena, come il sole sfolgorante così egli rifulse nel tempio di Dio.
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    Salmo Responsoriale Dal Salmo 15
    Sei tu, o Signore, l'unico mio bene.

    Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
    Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore,
    senza di te non ho alcun bene».
    Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
    nelle tue mani è la mia vita.

    Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
    anche di notte il mio cuore mi istruisce.
    Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
    sta alla mia destra, non posso vacillare.

    Mi indicherai il sentiero della vita,
    gioia piena nella tua presenza
    dolcezza senza fine alla tua destra.
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    Seconda Lettura Gal 6,14-18
    Il mondo è stato per me crocifisso, come io per il mondo.

    Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
    Fratelli, quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo.
    Non è infatti la circoncisione che conta, né la non circoncisione, ma l'essere nuova creatura. E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l'Israele di Dio.
    D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo.
    La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito, fratelli. Amen.
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    Vangelo Mt 11,25-30
    Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.

    Dal vangelo secondo Matteo
    In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
    Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
    Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
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  • 9.37 - inizia l'omelia del Patriarca di Venezia...
  • 9.48 - si conclude l'intensa omelia pronunciata dal Patriarca - la liturgia prosegue con la professione di fede...
  • 9.51 - vengono presentate al Signore le preghiere dei fedeli...
  • 9.53 - offertorio: vengono portati diversi preziosi doni da parte delle autorità civili...
  • 9.57 - preghiera sulle offerte:
    Accogli i nostri doni, o Signore, e prepara il tuo popolo a celebrare il mistero della croce, che segnò l'anima e il corpo del nostro Padre san Francesco. Per Cristo nostro Signore.

    Prefazio
    V. Il Signore sia con voi. R. E con il tuo Spirito.
    V. In alto i nostri cuori. R. Sono rivolti al Signore.
    V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
    R. E' cosa buona e giusta.

    E’ veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
    Tu hai innalzato san Francesco, per le vie della più sublime povertà ed umiltà, alle vette della perfezione evangelica; lo hai infervorato di ardore serafico per glorificarti con ineffabile giubilo del suo spirito in tutte le opere delle tue mani; e insignito delle sacre stigmate, l’hai additato al mondo quale fedelissima immagine di Cristo crocifisso nostro Signore.
    Per mezzo di lui si allietano gli Angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto. Al loro canto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell’inno di lode:
    Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome dei Signore. Osanna nell’alto dei cieli.
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  • 10.05 - riti di comunione...
  • 10.11 - orazione dopo la comunione:
    O Dio, che ci hai accolti alla tua mensa, fa’ che sentiamo in noi la fiamma viva del tuo amore e, imitando la carità e il fervore apostolico del nostro Padre san Francesco, ci consacriamo al servizio dei fratelli. Per Cristo nostro Signore..
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  • 10.12 - benedizione solenne finale.
  • 10.13 - le 'chiarine d'argento' dei trombettieri del Comune di Assisi salutano la conclusione della liturgia, lasciando spazio al "Cantico di frate sole" eseguito dal coro...
  • al termine del canto, le autorità esprimeranno i loro messaggi...
  • 10.19 - padre Marco Tasca, Ministro Generale ofm conv, legge il suo messaggio...
  • 10.24 - intervento di Giancarlo Galan, presidente della Regione Veneto- nel suo messaggio cita i luoghi francescani veneziani: l'isola di San Francesco del Deserto, La basilica dei Frari e la chiesa di San Francesco della Vigna...
  • 10.27 - messaggio del ministro Saccon...
  • 10.32 - saluto del vescovo di Assisi mons. Domenico Sorrentino.
  • 10.35 - saluto conclusivo da parte del Sindaco di Assisi Claudio Ricci.
  • 10.38 - il coro conclude con il canto gioioso...
Si ringrazia il sito della Rai.tv che ha fornito la diretta via web.
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Diretta televisiva Santa Messa 4 ottobre

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Sabato 4 ottobre 2008 la Santa messa solenne celebrata in Basilica superiore di San Francesco verrà trasmessa da RAIUNO a partire dalle ore 9:00.
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Sarà possibile assistere alla diretta televisiva anche attraverso internet collegandosi al sito streaming di RAIUNO a questo indirizzo:
http://www.rai.tv/mplive/0,,LiveTv%5E2,00.html
(N.B.: è consigliato un collegamento internet veloce)
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Per il palinsesto vedi:
http://www.rai.it/dl/portal/guidatv/04-10-2008.html
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Solennità di San Francesco, patrono d'Italia.

A tutti gli italiani, a tutti i visitatori del sito gli auguri più cari da parte della Commissione "Il Veneto ad Assisi 2008": che la testimonianza e l'esempio del poverello di Assisi possano rinnovare le nostre nostre giornate e far crescere la speranza in un mondo migliore.

Presentiamo qui alcuni inni liturgici della festa odierna.
Clicca qui se vuoi ascoltare il file mp3 con il Cantico delle Creature nella versione moderna di R.Ortolani.

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Inno dell'Ufficio delle Letture
Francesco poverello,
rivestito di grazia,
ascende lieto in gloria
nel regno dei beati.

Esce umile e nudo
dalla scena del mondo,
ed entra ricco in cielo
festeggiato dagli angeli.

Nel suo fragile corpo
reca impressi i sigilli
dell'Agnello immolato
sul legno della croce.

Dolce padre dei poveri,
amico della pace,
tu splendi come un sole
nella Chiesa di Dio!

A te sia lode, o Cristo,
Parola del Dio vivo,
che sveli nei tuoi santi
la gioia dell'Amore. Amen.


Inno delle Lodi mattutine - clicca qui per ascoltare il file mp3
Esaltiamo col canto e la lode
il Serafico Padre Francesco:
or trionfa glorioso nel cielo
chi fu l’umile servo qui in terra.

Dal modello divino rapito,
segue Cristo portando la Croce;
sottomette allo spirito il corpo
in totale rinuncia del mondo.

Il mirabile esempio rifulge,
a sé attira discepoli e figli:
le ricchezze celesti egli addita
a chi è spoglio di quelle terrene.

Accompagna, o serafico Padre,
i tuoi figli nell’arduo cammino:
fa’ che portino gli uomini a Dio
con l’esempio di fede e d’amore.

Gloria al Padre e al Figlio cantiamo
e allo Spirito Consolatore;
Trinità sempiterna e beata
che glorifica gli umili in cielo. Amen.
O Serafico Padre, che hai dato
una nuova famiglia alla Chiesa,
custodisci e conduci i tuoi figli
sulla via che per primo hai percorso.

Non ci turbi il ripudio del mondo
che disprezza chi è povero e mite,
ma ci infiammi il serafico ardore
che tu avevi per Cristo e i fratelli.

Camminiamo tra i mali dei mondo
testimoni dei beni futuri;
la fatica e il dolore mai spenga
la perfetta letizia dal cuore.

Le ferite che Cristo ha scolpito
nel tuo corpo, qual segno di amore,
siano impresse nell’anima nostra,
pegno certo di eterna salvezza.

Gloria al Padre e al Figlio cantiamo,
e allo Spirito Consolatore;
Trinità sempiterna e beata
che glorifica gli umili in cielo. Amen.

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4 ottobre: programma

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4 OTTOBRE 2008


Ore 8.00 Piazza del Comune
  • Incontro con le Autorità e le Delegazioni della Regione Veneto con la Municipalità di Assisi. Saluti: Sindaci di Assisi e Venezia.

Ore 8.15 Partenza del Corteo dalla Piazza del Comune per la Basilica di San Francesco.

Ore 8.40 Basilica Papale di San Francesco (Superiore)
  • Accoglienza delle Autorità da parte di Fr. VINCENZO COLI, Custode del Sacro Convento.

Ore 9,00 Solenne Concelebrazione in Cappella Papale (Diretta televisiva su Raiuno)
  • Presiede S. Em. ANGELO SCOLA, Cardinale Patriarca di Venezia, con il Vescovo di Assisi S. E. Mons. DOMENICO SORRENTINO, i Ministri Generali e Provinciali della Famiglia Francescana e con l’assistenza di S. Em. ATTILIO NICORA, Cardinale Legato Pontificio per la Basilica.
  • Il Sindaco di Venezia MASSIMO CACCIARI riaccenderà la LAMPADA VOTIVA DEI COMUNI D'ITALIA con l’olio offerto dalla Regione del Veneto.
  • All’offertorio il Sindaco di Assisi e le Autorità Istituzionali del Veneto offriranno doni al Santo Patrono d’Italia.

Ore 10.25 Loggia del Sacro Convento
  • Saluto del Ministro Generale dell’Ordine Frati Minori Conventuali, Fr. MARCO TASCA.
  • Saluto del Presidente della Regione Veneto, on. GIANCARLO GALAN.
  • Messaggio all’Italia del Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, on. MAURIZIO SACCONI.

Ore 15.00 - Piazza Inferiore San Francesco
  • Canti della Tradizione Alpina del Veneto con il CORO EDELWEISS A.N.A. MONTE GRAPPA Coro Ufficiale della Sezione Alpini di Bassano del Grappa (offerto dalla Regione del Veneto)

Ore 16,00 Basilica Papale di San Francesco (Inferiore)
  • Vespri Pontificali in Cappella Papale presieduti da S.E. Mons. FLAVIO ROBERTO CARRARO, Vescovo Emerito di Verona.
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venerdì 3 ottobre 2008

I numeri del 4 Ottobre


I numeri del 4 Ottobre

  • Sono 10 i Vescovi presenti alla solenne celebrazione di San Francesco.
  • Riaccenderà la “Lampada votiva” il Sindaco di Venezia Massimo Cacciari affiancato da 110 Sindaci.
  • Parteciperanno i 7 Presidenti delle province della Regione Veneto.
  • Tra le autorità presenti il Card. Legato Pontificio Attilio Nicora, il Vescovo di Assisi Mons. Domenico Sorrentino, i Ministri Generali delle quattro Famiglie Francescane Marco Tasca (OFMConv), Josè Rodriguez Carballo (OFM), Michael J.Higgins (TOR), Mauro Jöhri (OfmCap), il Presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti e il Sindaco di Assisi Claudio Ricci.
  • 3000 pellegrini provenienti dalla regione Veneto.
  • Presenti 4 ragazzi (dal nord Italia, dal centro, dal sud e dalle isole) a rappresentare le delegazioni degli studenti alla luce della convenzione tra la Rivista San Francesco e il Ministero della Pubblica Istruzione, dopo la legge che ha riconosciuto il 4 ottobre “giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse”.
  • A rappresentanza del Governo 1 ministro, il Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali Maurizio Sacconi.
  • Presso la Sala Stampa i giornalisti potranno seguire la diretta e ricevere dal fotografo ufficiale della Basilica 4 foto della celebrazione e dell’accensione della lampada subito dopo la cerimonia.

I DONI
Oltre al pane e al vino i doni offerti durante la celebrazione eucaristica di domani 4 ottobre sono:
  • Presidente Regione Veneto una casula;
  • Presidente Provincia Venezia un completo per altare in vetro di Murano;
  • Sindaco Venezia un vaso in vetro di Murano blu cobalto;
  • Comune di Cavallino-Treporti (il comune più“giovane”della Regione Veneto) una “forcola da caorlina”, una scultura simbolo del lavoro e della tradizione delle terre lagunari;
  • i pellegrini veneti oltre al fondamentale olio per la lampada votiva offriranno in dono due completi d'altare per le due basiliche principali: San Francesco e Santa Maria degli Angeli. Calici, patene e ampolle sono state realizzate a Murano dall'artista Cesare Toffolo
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SAN FRANCESCO, APOSTOLO del nostro millennio


SAN FRANCESCO, APOSTOLO del nostro millennio
di David Boriani, inviato

Una celebrazione intensa quella del 4 ottobre.
Il Giorno di san Francesco indicato, dal Parlamento nel 2005, quale “solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni”, rappresenta un’occasione per continuare a proporsi gli ideali e i valori del Poverello e le sue forti scelte di vita. La determinazione sancita dal Parlamento offre un modo in più per diffondere il suo messaggio. Per certi versi si tratta di una precisazione relativa visto che tanti lo conoscono come fratello, uomo del dialogo, dell’amore per l’altro e per il mondo. Il dialogo, la virtù francescana per eccellenza, diventa quindi il primo richiamo del significato della festa di san Francesco.

Per comprendere al meglio la vera accezione di questa ricorrenza nazionale, è opportuno fare un piccolissimo salto nel passato, un balzo di appena ottocento anni.
All’inizio della conversione, subito dopo aver udito le parole del Crocifisso in San Damiano, san Francesco, come primo gesto di amore, offrì del denaro ad un sacerdote perché comprasse olio per far ardere una lampada di fronte a quella immagine così miracolosa. Così è scritto nella Leggenda dei tre compagni e Tommaso da Celano precisa che l’intenzione di Francesco era che “la sacra immagine non rimanesse priva, neppure per un istante, dell’onore, doveroso di un lume”. Con l’avvicinarsi del VII centenario della morte di san Francesco, cioè nel 1926, il Consiglio di Presidenza della “Fides Romana” lanciò un appello a tutti gli italiani perché esprimessero la loro unità spirituale attraverso il simbolo di una Lampada votiva che ardesse perennemente presso la tomba di san Francesco. Una lampada votiva sulla Tomba di Francesco in una fiamma sola – come sulla tomba di Dante – giunta dalle cento Città e dai mille e mille Comuni della Patria.

La solidarietà espressa in tale simbolo, a Ravenna, presso l’urna del Poeta Dante viene rappresentata così anche ad Assisi presso l’urna del Santo e la trepida luce dell’ulivo si accende nell’auspicato giorno del centenario a promessa e a cominciamento nuovo nell’ardua perenne fatica.
Per felice coincidenza, la realizzazione della lampada, donata dai Comuni della Nazione, avvenne in concomitanza con la proclamazione di san Francesco Patrono Primario d’Italia (1939), voluta da Papa Pio XII. Nella vita primigenia dell’ordine, il dono dell’olio, che le regioni offrono al Patrono d’Italia, è segno di gratitudine e stima ma è anche il riconoscimento sul significato delle proposte francescane; la fiamma, rappresenta invece l’amore per Cristo crocifisso.
Il Poverello è stato ed è, con la sua stessa vita, un richiamo forte, convincente, appassionato alla pace a alla giustizia. L’impegno della famiglia francescana è quindi quello di promuovere la fratellanza verso tutti, invitando a superare gli eventuali ostacoli dovuti alle diverse appartenenze religiose, etniche e sociali.

Assisi è pronta e tutto è pronto. La comunità dei frati francescani si prepara ad accogliere migliaia di fedeli.
Quest’anno sarà il Veneto a compiere il pellegrinaggio ufficiale ad Assisi (3/4 ottobre) per offrire l’olio per la “lampada votiva dei Comuni d’Italia”.
Il 5 luglio in conferenza stampa a Palazzo Balbi a Venezia, sono state illustrate, dal Presidente della Regione Giancarlo Galan e dal Sindaco di Venezia Massimo Cacciari, le iniziative in programma nelle varie diocesi e il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche in occasione della celebrazione.
Il Presidente della Regione veneta, ha sottolineato che il Santo è una figura che sentiamo a noi contemporanea per la sua grande libertà mentale. Un uomo semplice e affascinante, capace di esprimere una vitalità straordinaria. Dopo aver ricordato che Venezia è città francescana fin dal 1222 (anno di costruzione da parte dei frati di una prima chiesa che diverrà poi quella dei Frari), Galan ha detto: “siamo autorizzati anche dalla nostra storia a donare autorevolmente l’olio ad Assisi; il Veneto è anche terra di ottimi olii”.
Anche Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia, si è detto convinto che san Francesco è la figura che di più oggi può parlare all’Europa, un “vero rivoluzionario” che non intendeva sfasciare ma cambiare le cose, una figura dominante di tutta la nostra cultura e civiltà.
Il pellegrinaggio promosso dalla Chiesa veneta insieme con la famiglia francescana, è con inizieranno con la Liturgia del transito nella Basilica di S. Maria degli Angeli, dove Francesco morì il 3 ottobre 1226.
Il programma prevede poi la concelebrazione dell’Eucaristia presieduta dal Card. Scola, la riaccensione della lampada da parte del Sindaco di Venezia e l’offerta dei doni al Santo Patrono d’Italia. Oltre le autorità della Regione, delle Province e dei Comuni, sarà presente anche un rappresentante del governo.
La commemorazione terminerà con la Processione dalla Basilica Inferiore alla Piazza della Basilica Superiore, dove verrà impartita la benedizione all’Italia e al mondo con l’autografo della benedizione di san Francesco.

Potrà essere seguita su Rai Uno dalle ore 9.00 alle ore 10.55, una giornata avvalorata anche dalla visita di Papa Benedetto XVI al Quirinale.

Francesco rimane un punto di riferimento anche in questi tempi così difficili, perché di fronte alla società moderna consumistica, tipica del mondo occidentale, il Santo chiama all’essenzialismo, al sobrio, invitando a lasciar cadere tutte le maschere e tutte le finzioni.
Il suo insegnamento è un esempio di autentica “devozione a Cristo”.
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FRANCESCO è “alter Christus”

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FRANCESCO e' “alter Christus”

di Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia

Nulla sarebbe ed è più contrario alla “visione” francescana di una vacua retorica sulla “bontà” del Santo, magari in chiave ecologistica, animalistica, etc.
Francesco è “alter Christus” in tutto. Chiama alla decisione radicale, anzitutto da se stessi, da ogni “amor sui”. Chiama ad abbandonare tutto, a farsi perfettamente nudi. Ciò significa rinuncia e dolore. E solo per questa via assolutamente impervia è possibile per lui “tutto ottenere”.

Cristo va imitato anzitutto nei suoi momenti di massimo abbandono: ecco il significato dell’invocazione delle stigmate alla Verna. Anche le nozze con Madonna Povertà, che Dante vede nei Canti centrali del Paradiso come il segno della speranza nella rigenerazione non solo della Chiesa ma di tutta la respublica christiana, non sono espressione di generica filantropia, di sentimentale “buon cuore”, ma, infinitamente più, di un’idea di libertà da ogni bene mondano, inteso come mero impedimentum. Poiché la povertà è simbolo di tale originaria libertà, che è per Francesco come per Dante dono divino, essa può rappresentarsi sulla scena del mondo, in hoc saeculo, in forma ilare, gioiosa, come hilaris è per i Padri la stessa luce della divina Trinità.

Ecco allora il Francesco provenzale, vorrei dire: la gaja scienza francescana.

Il Francesco che chiede ai suoi fratelli di cantare al suo letto di morte. Il Francesco che invoca “sorella Morte”, ricordando le spaventose sofferenze che doveva patire, insieme alla bellezza di tutte le creature, amate in quanto teofania, e non certo di per sé, “esteticamente”, come oggi accade. Francesco è un segno incompiuto; un segno escatologico destinato forse a rimanere “eterno futuro”. Meditare sulla sua figura non può significare oggi che diventarne “responsabili”, e cioè comprendere quanto “colpevoli” siamo, quanto “colpevole” è il nostro mondo, nel non essere in nulla riusciti a corrisponderle.
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Dio, l'uomo e la natura nell'esperienza di Francesco

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La festa del santo di Assisi e i valori di una missione
Dio, l'uomo e la natura nell'esperienza di Francesco
di Vincenzo Coli, Custode del Sacro Convento di Assisi

Le celebrazioni per la festa di san Francesco d'Assisi costituiscono un momento forte per ripensare la sua personalità e la sua missione, sia in chiave di fede che laica.
In tempi come i nostri si è costretti, dalla logica della vita e della ragione, a lasciar cadere tanto "ciarpame" per focalizzare problematiche essenziali.
Tre valori non possono essere messi da parte né da chi crede né da chi non crede: Dio, l'uomo, il creato/natura.

Il problema di Dio è tornato sotto varie forme.
Ripropongo l'esperienza di Francesco come risulta dalle Lodi di Dio Altissimo (cfr. Fonti Francescane, 261). La laude ci parla della grandezza e della sublimità di Dio, colto e sperimentato nella varietà dei tratti del suo "volto". È un canto a Colui che è Amore, il Bene, la Bellezza, la nostra dolcezza e la nostra speranza. Si potrà aver paura di accoglierlo e amarlo e in Lui orientare la nostra esistenza, Lui che è "la nostra vita eterna"? Ma, poi, è possibile vivere senza? Esistono veri atei? L'esperienza ci dice che l'uomo cammina o tenta di camminare con il Dio vero o cavalca la vita con i propri idoli! È chiaro, essi sono "gestibili" (cfr. Giudici, Primo libro di Samuele, Secondo libro dei Re).

Con il progredire delle scienze il problema uomo si è fatto ancor più ingarbugliato.
Sembra mancare una sintesi. Francesco, alla luce della Bibbia che ci ricorda che l'uomo "è un baratro e il suo cuore un abisso", lo pensa nella sua straordinaria dignità e, nello stesso tempo, nella sua piccolezza, finitudine o povertà. La sua grandezza e dignità nella luce di Cristo (cfr. Ammonizione v, ff., 153); la sua "povertà" (cfr. Ammonizione xix ff., 169): "Quanto l'uomo vale davanti a Dio, tanto vale e non di più!". L'uomo è capace di opere meravigliose anche di amore e delicatezza, ma anche di comportamenti e azioni incredibilmente ignobili.

Il problema del creato/natura.
Nel Cantico delle Creature Francesco ci ha lasciato una chiara testimonianza della sua visione del mondo. È un segno. Bisogna imparare a leggerlo e allora si potrà comprendere che esso è lode di Dio e che di Lui porta significazione. Nell'uomo acquisisce voce e coscienza. Anche per il creato l'uomo si apre allo stupore e accetta di farne parte, educandosi alla essenzialità e sobrietà di ogni rapporto. La povertà insegnata dal Vangelo e vissuta da Francesco, come priorità, esige proprio questo: "Un atteggiamento espropriato sia verso Dio che i fratelli e le cose". Credo che, così, si sia alle radici del "dialogo" e della "ricerca della verità".
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L'Osservatore Romano - 4 ottobre 2008

speciale Branduardi - infinitamente piccolo e dintorni...

In questa notte tra il 3 e 4 ottobre, mentre ad Assisi si svolgono diversi eventi musicali e di preghiera, offriamo ai visitatori del sito una selezione di brani tratta dal catalogo youtube con Angelo Branduardi protagonista.

Come è noto l'artista ha prodotto in occasione del Giubileo dell'anno 2000 un album intitolato "Infinitamente piccolo" nel quale mette in musica con la sua maestria testi di san Francesco e delle Fonti Francescane così da narrare per intero le vicende del santo d'Assisi.

E' seguito poi un tour di concerti che via via si è arricchito di scenografie e coreografie dal titolo "La Lauda di Francesco". (clicca qui per uno special che presenta il progetto e lo spettacolo)

I box di youtube qui sotto raccolgono alcuni frammenti di questa straordinaria esperienza.
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1. Angelo racconta Francesco


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2. Il Cantico delle Creature


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3. La predica della Perfetta Letizia


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4. il tormento di Francesco


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5. Festa e Letizia


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6. Il lupo di Gubbio


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7. Audite poverelle


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8. Il sultano di Babilonia e la prostituta


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9. Nelle paludi di Venezia

(altra versione qui)
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10. La morte di Francesco


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11. Salmo


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Inedito: una canzone dedicata a Francesco da Branduardi molti anni prima del lavoro "Infinitamente piccolo"

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IL VENETO AD ASSISI PER S. FRANCESCO PATRONO D’ITALIA

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IL VENETO AD ASSISI PER S. FRANCESCO PATRONO D’ITALIA
Comunicato stampa n° 1604 del 03/10/2008
(AVN) – Assisi, 3 ottobre 2008

Sono iniziate oggi ad Assisi le celebrazioni nazionali in onore di S. Francesco, patrono d’Italia, durante le quali il Veneto offre l’olio - a nome dell’intera nazione - per la lampada votiva che arde presso la tomba del santo.
E’ dal 1939 che il 4 ottobre si ripete questo gesto simbolico in occasione del quale una regione italiana è chiamata ad offrire l’olio che alimenta la lampada posta nella cripta del santo.
Il Veneto ha già assolto questo compito nel 1950, nel 1970 e nel 1988. Sarà il presidente della Regione Giancarlo Galan, insieme alle delegazioni delle Province e dei Comuni, a rappresentare il Veneto domani nella Basilica superiore di S.Francesco e a consegnare l’olio che sarà benedetto.
Ai vescovi veneti, guidati dal Patriarca di Venezia card. Angelo Scola, il compito di presiedere le cerimonie in programma. La celebrazione di domani sarà trasmessa in diretta su Rai Uno.
Oggi intanto in Piazza Garibaldi c’è stato il primo incontro tra le autorità e le delegazioni del Veneto con quelle dell’Umbria e di Assisi.
L’assessore Elena Donazzan, in rappresentanza della Regione insieme al vicepresidente del consiglio veneto Carlo Alberto Tesserin, ha portato il saluto alla presidente della Regione Umbria Maria Rita Lorenzetti e al sindaco di Assisi Claudio Ricci.
Il corteo con i rappresentanti delle Province e dei Comuni veneti e umbri ha fatto poi l’ingresso solenne nella Basilica Papale di S. Maria degli Angeli in Porziuncola dove è stato accolto da padre Francesco Migliasso, custode del convento.
Qui si è svolta la solenne commemorazione del transito di San Francesco presieduta dal vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo, insieme al vescovo di Assisi Domenico Sorrentino, al Legato Pontificio per la Basilica card. Attilio Nicora e ai ministri generali e provinciali delle Famiglie Francescane.
Durante la cerimonia l’assessore Donazzan ha offerto in dono un paniere di prodotti tipici del Veneto “Per il Veneto – ha detto l’assessore in relazione alle celebrazioni- è un grande onore essere protagonista di queste giornate, che rappresentano il riconoscimento della parte importante che ha avutola cristianità nella costruzione della nostra civiltà.
E’ un segno di riflessione non solo spirituale ma anche civile”.
La Regione del Veneto ha promosso ad Assisi in queste giornate anche iniziative di carattere culturale e agroalimentare.
Stasera viene rappresentata la commedia musicale “Frate Francesco”, proposta dalla Compagnia Luna Buona della Parrocchia del Duomo di S. Nicola di Motta di Livenza, mentre domani pomeriggio si esibirà il coro Edelweiss A.N.A. Monte Grappa della sezione Alpini di Bassano del Grappa. Ad Assisi sono stati allestiti anche punti di incontro per far conoscere prodotti tipici regionali del Veneto.
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A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

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Celebrazione del Transito: omelia di mons.Antonio Mattiazzo

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OMELIA DI MONS. ANTONIO MATTIAZZO, ARCIVESCOVO DI PADOVA, NELLA “COMMEMORAZIONE DEL TRANSITO DI S.FRANCESCO”
(Assisi, 3 ottobre 2008)

Eminenza, confratelli nell’episcopato, carissimi frati e sorelle francescane, presbiteri, religiosi e religiose, laici, autorità.

1. Esattamente 782 anni or sono, l’anno dell’Incarnazione del Signore 1226, in questo luogo benedetto, al crepuscolo del giorno, S.Francesco, deposto spoglio sulla nuda terra, chiudeva gli occhi per sempre alla luce di questo mondo per aprirli eternamente alla luce senza tramonto della Gerusalemme del Cielo.
La descrizione del transito del Santo, che abbiamo ascoltato insieme con le Letture bibliche, ha certamente suscitato nel nostro animo una profonda e viva impressione. Cominciamo così questi giorni di grazia che il Signore ci dona ad Assisi.
Noi siamo convenuti qui, in devoto pellegrinaggio come Regione Veneto, come parte d’Italia, per offrire l’olio della lampada votiva, in segno di venerazione per il santo Patrono d’Italia e implorare la sua benedizione e protezione per noi e per le nostre popolazioni. Questo atto non può ridursi semplicemente ad un gesto esteriore e formale, ma richiede d’esser compreso e interiorizzato nel suo significato genuino e propositivo.
A questo fine è necessario che abbiamo a riascoltare nella profondità del nostro cuore il messaggio sempre vivo e attuale del Poverello di Assisi, a leggere in quella luce la nostra situazione odierna, a trarne ispirazione e vigore per un rinnovamento autentico di noi stessi e delle nostre comunità; un rinnovamento che si realizza attingendo alle sorgenti fresche e zampillanti del S.Vangelo, nella grazia dello Spirito Santo che dona sempre nuove energie alla Chiesa.
Nello stesso tempo siamo qui, tutti uniti, Autorità civili e responsabili della “cosa pubblica” della Regione, Pastori e popolo, per implorare la benedizione e l’intercessione di S.Francesco per la nostra terra. Una terra ricca di tradizioni di fede, di cultura, di civiltà, di missionarietà e che ha conosciuto in questi anni il travaglio di profonde e rapide trasformazioni nella mentalità e visione della vita, nel costume, con rischi di smarrimento della sua anima, di involuzione e di degrado.
Il nostro pellegrinaggio in questo contesto diventa una grazia, una opportunità, un segno di speranza per noi e per la nostra intera Regione. Viviamolo dunque con interiorità, con spirito meditativo, con fede, nella preghiera concorde e fervente.

2. Volgiamo nuovamente il nostro sguardo verso S.Francesco, guardiamolo ormai consunto, deposto sulla nuda terra, con le stimmate vive. E cerchiamo di comprendere come ha vissuto il suo transito da questo mondo al Padre, la sua Pasqua.
È stato osservato che “per comprendere una vita, come per comprendere un paesaggio, è necessario scegliere bene il punto di vista; e non ne esiste nessuno migliore della vetta. Questa vetta è la morte” (P. Claudel, Giovanna al rogo).
S.Francesco ha vissuto la morte oltre ogni schema di comportamento abituale, in modo originalissimo; nella morte fu originale, come fu originale nel vivere. Il Celano riporta che Francesco “accolse la morte cantando” (2 Celano 214, F.F. 804). All’uomo secondo natura la morte incute paura e tristezza, perché viene percepita come uno strappo violento della vita e un inoltrarsi nell’ignoto. S.Francesco, invece, nel suo animo aveva trasfigurato l’immagine cupa della morte, e la chiamava “sorella morte”. Non solo cantava lui di fronte alla morte che veniva al suo incontro, ma invitava a cantare in quel momento anche i suoi frati e le altre creature. È stupendo il darsi convegno delle allodole che vennero a stormi con insolito giubilo ad accompagnare il transito di Francesco. Giunto al vertice della vita - dice S.Bonaventura (Legenda maior) - si consumò in una morte senza morte. Cerchiamo di comprendere, per quanto ci è possibile, questo mistero di Francesco.
La trasfigurazione della morte è avvenuta in Francesco come il corollario della trasfigurazione della sua vita. Se ha manifestato una mirabile ars moriendi è perché prima aveva espresso una ars vivendi , una nuova ermeneutica dell’esistenza.
Nella vita del Poverello d’Assisi si vede all’opera la forma della vita secondo lo Spirito, operata dalla grazia di Cristo. È la forma del S. Vangelo, forma anzitutto interiore, ma che si manifesta nel modello e stile di vita, nelle relazioni intessute con gli altri, nel rapporto con tutto il creato. In questa forma di vita al centro c’è Gesù Cristo e la novità di vita del Vangelo.
Gesù Cristo, contemplato con immenso amore “nell’umiltà dell’Incarnazione” e nella “carità della Passione” (1 Celano, F.F. 467), è diventato la ragione prima e ultima del vivere di Francesco. Per questo poteva dire con S. Paolo: “Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno” (Fil 1, 21).
In Cristo si congiungono non estrinsecamente, ma intimamente l’uomo, la società, il cosmo, il cielo e la terra, il presente, il passato, il futuro. In Cristo, tutto è rinnovato e trasfigurato: Dio non è più il Dio del teismo, un Dio lontano e ozioso, ma è il Padre universale; l’uomo non è più un nemico, e neppure un estraneo e concorrente, ma un fratello da onorare e da amare. Le creature non sono più viste come materia inerte e passiva da sfruttare per il profitto materiale, ma come compartecipi della vita e del destino dell’uomo sotto lo sguardo della paternità di Dio. Tutto è passato attraverso la Pasqua di Cristo e in essa tutto è stato riconciliato, rinnovato, ritrovando l’armonia e la pace.
Francesco poté cantare la morte, perché aveva debellato la vera morte: la morte del possesso egoistico, abbracciando Madonna Povertà. Per questo era divenuto libero, perché solo i veri poveri sono autenticamente liberi.
Francesco poté cantare la morte perché la sua vita era ormai totalmente congiunta a quella di Cristo che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e la risurrezione.

3. Francesco nella sua vita e con la sua morte ci offre un messaggio di perenne attualità. Vorrei focalizzarlo in un punto: la forma di vita cristiana.
Questo è il problema capitale, la grande sfida della pastorale e della nuova evangelizzazione: dare forma nelle nostre persone e nelle nostre comunità allo Spirito di Cristo.
A S.Damiano Francesco udì le parole di Cristo: “Francesco, va’ e ripara la mia Chiesa che, come vedi, è tutta in rovina”. In rovina non era solo la struttura muraria; era soprattutto la Chiesa come comunità di popolo. Come l’ha riparata Francesco? Con la sua forma di vita ispirata a Gesù Cristo e al Vangelo.
Così, anche oggi, la Chiesa per evangelizzare la società ha bisogno anzitutto di auto-evangelizzazione. In altre parole, questo significa che dobbiamo convertire noi stessi.
I Vescovi italiani, nel consegnare alla Chiesa in Italia i lavori del Convegno Ecclesiale di Verona, hanno indicato delle opzioni fondamentali. La prima è il primato di Dio nella pastorale. La seconda è la testimonianza della vita.
Sono indicazioni che acquistano una ragione e un valore per essere più impellenti, se li consideriamo nella luce di S. Francesco d’Assisi e del nostro pellegrinaggio.
Che S. Francesco, nostro Patrono, interceda per noi e ci aiuti a seguire Cristo con più convinzione e ad amarlo con più intensità.
mons. Antonio Mattiazzo
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Ufficio stampa Conferenza Episcopale Triveneta
scarica qui il file pdf con il presente testo.
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Transito di San Francesco


Mentre ad Assisi presso la Porziuncola si svolge il sacro rito, memoriale del passaggio di Francesco d'Assisi dalla vita terrena alla vita piena in Cristo, riportiamo qui l'inno liturgico e il racconto del fatto secondo la narrazione di San Bonaventura da Bagnoregio nella sua Leggenda Maggiore e dallo Specchio di Perfezione.
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Inno

È discesa la notte sul mondo,
il creato è avvolto nell’ombra:
il Serafico Padre Francesco
la sua vita conclude sereno.

Ha nel cuore un incendio d’amore,
nel suo Dio ha la mente rapita;
i suoi figli lo imploran dolenti:
tu non devi lasciare il tuo gregge.

Leva gli occhi il Serafico Padre,
stende sopra di loro la destra:
“Su di voi scenda qual provvida pioggia
abbondante la grazia divina.

Allontani da tutti il peccato,
alimenti nei cuori l’amore,
nelle menti riaccenda la luce
che rischiara e conduce alla meta”.

Sulle labbra si spegne la voce,
il suo spirito è in cielo rapito:
il suo volto rivela raggiante
la perfetta letizia celeste.

Gloria al Padre e al Figlio cantiamo,
e allo Spirito Consolatore;
Trinità sempiterna e beata
che glorifica gli umili in cielo. Amen.



Dalla "Leggenda maggiore" di san Bonaventura -
FF 1241ss
5. Finalmente, avvicinandosi il momento del suo transito, fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli li esortò con paterno affetto all’amore di Dio.
Si diffuse a parlare sulla necessita di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana, ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo.
Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. Inoltre aggiunse ancora: «State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia!».
Terminata questa dolce ammonizione, l’uomo a Dio carissimo comandò che gli portassero il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il passo di Giovanni, che incomincia: «Prima della festa di Pasqua...» (Gv 13,1). Egli, poi. come poté, proruppe nell’esclamazione del salmo: «Con la mia voce al Signore io grido, con la mia voce il Signore io supplico» e lo recitò fin al versetto finale: «Mi attendono i giusti, per il momento in cui mi darai la ricompensa» (Cfr Sal 141,1-8).

6. Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell’anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell’abisso della chiarità divina e l’uomo beato s’addormentò nel Signore (Cfr At 7,60).
Uno dei suoi frati e discepoli vide quell’anima beata, in forma di stella fulgentissima, sollevarsi su una candida nuvoletta al di sopra di molte acque (Cfr Sal 28,3) e penetrare diritta in cielo: nitidissima, per il candore della santità eccelsa e ricolma di celeste sapienza e di grazia, per le quali il Santo meritò di entrare nel luogo della luce e della pace, dove con Cristo riposa senza fine. Era, allora, ministro dei frati della Terra di Lavoro frate Agostino, uomo davvero di grande santità. Costui, che si trovava ormai in fin di vita e aveva perso ormai da tempo la parola, improvvisamente fu sentito dagli astanti esclamare: «Aspettami, Padre, aspettami. Ecco sto già venendo con te!». I frati gli chiesero, stupiti, con chi stesse parlando con tanta vivacità. Egli rispose: «Non vedete il nostro padre Francesco, che sta andando in cielo?»; e immediatamente la sua anima santa, migrando dal corpo, seguì il padre santissimo.

Il vescovo d’Assisi, in quella circostanza, si trovava in pellegrinaggio al santuario di San Michele sul Monte Gargano. Il beato Francesco gli apparve la notte stessa del suo transito e gli disse: «Ecco, io lascio il mondo e vado in cielo»(Cfr Gv 16,28). Al mattino, il vescovo, alzatosi, narrò ai compagni quanto aveva visto e, ritornato ad Assisi, indagò accuratamente e poté costatare con sicurezza che il beato padre era migrato da questo mondo nel momento stesso in cui egli lo aveva saputo per visione.

Le allodole, che sono amiche della luce e han paura del buio della sera, al momento del transito del Santo, pur essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto della casa e roteando a lungo con non so qual insolito giubilo, rendevano testimonianza (Cfr Gv 1,7) gioiosa e palese alla gloria del Santo, che tante volte le aveva invitate a lodare Dio.
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Dallo "Specchio di perfezione" - FF 1820
Stava il Santo, infermo dell’ultima malattia che lo portò a morte, nel luogo di Santa Maria degli Angeli.
Un giorno chiamò i suoi compagni e disse loro: «Voi sapete come Donna Jacopa de Settesoli è vivamente devota a me e al nostro Ordine. Credo perciò ch’ella considererà grande favore e consolazione se la informiamo del mio stato. Domandatele specialmente che mi faccia avere del panno monacale color cenere e, insieme, mi mandi anche di quel dolce che a Roma preparò per me più volte». I romani chiamano quel dolce: mostaccioli, ed è fatto di mandorle, zucchero e altri ingredienti.
Quella nobildonna era molto religiosa, una delle vedove più nobili e ricche di Roma. Per i meriti e la predicazione di Francesco, aveva ricevuto dal Signore la grazia di emulare, nelle lacrime e nel fervore, nell’amore e nell’appassionata dedizione a Cristo, Maria Maddalena.
Scrissero dunque una lettera come aveva detto il Santo; e un frate andava cercando un compagno che recapitasse alla nobildonna la lettera, quando fu picchiato alla porta del luogo. Un frate aprì, ed ecco, lì in persona, Donna Jacopa, venuta con gran fretta a visitare Francesco. Un frate la riconobbe e si recò immediatamente da Francesco, annunziandogli con grande gioia che Donna Jacopa era venuta da Roma con suo figlio e molto seguito a fargli visita. Soggiunse: «Cosa facciamo, padre? Possiamo lasciarla entrare da te?». Disse questo, perché per volontà di Francesco era stato deciso che in quel luogo, per preservarne il decoro e il raccoglimento, non vi entrasse alcuna donna. Ma il Santo disse: «Tale regola non va osservata per questa nobildonna, che una grande fede e devozione ha fatto accorrere qui da tanto lontano».
Così Donna Jacopa entrò dal beato Francesco, scoppiando in lacrime davanti a lui. E, cosa mirabile, portava con sé il panno mortuario, color cenere, per fare una tonaca, e le altre cose contenute nella lettera, come se l’avesse ricevuta in antecedenza.
La signora disse ai frati: «Fratelli miei, mentre pregavo ebbi questa ispirazione: – Va’a visitare il tuo padre Francesco; affrettati, non indugiare; ché, tardando, non lo troveresti più vivo. E portagli il tale panno per la tonaca e tali altre cose, per fargli quel dolce. Inoltre, porta con te gran quantità di cera per farne delle candele, e anche dell’incenso –». Questo, tranne che l’incenso, era annotato nella lettera che si stava per recapitarle.
E così avvenne che Colui, il quale ispirò ai re Magi di andare con doni a onorare il Figlio suo nel giorno della sua nascita, ispirò anche a quella nobile e santa signora di recarsi con doni a onorare il suo dilettissimo servo nei giorni della sua morte, o meglio della sua vera nascita.
Preparò quella signora il cibo che il Santo desiderava mangiare, ma egli ne mangiò ben poco, perché sempre più gli mancavano le forze e si avvicinava alla morte.
Fece fare anche molte candele che, dopo la morte del Santo, ardessero intorno alla sua salma; e con il panno, i frati confezionarono la tonaca con la quale venne sepolto.
Francesco stesso ordinò ai frati di cucirgli del sacco sulla veste che portava, in segno ed esempio di umiltà e di sovrana povertà.
E in quella settimana in cui era venuta Donna Jacopa, il nostro santissimo padre migrò al Signore.
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Coldiretti Veneto dona diecimila litri d'olio.

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Per S. Francesco 10 mila litri d'olio

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In occasione delle celebrazioni di San Francesco ad Assisi, da domani, Coldiretti Veneto ha donato diecimila litri di olio d’oliva del Garda destinato ad alimentare per tutto l’anno la luce della tomba del Patrono d’Italia.
La manifestazione sarà caratterizzata dalla presenza della produzione agroalimentare regionale tramite menù, degustazioni e banchetti elaborati con prodotti «made in Veneto».
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(il Mattino di Padova - 03 ottobre 2008 - pag. 12)
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“LE SCUOLE VENETE RESTERANNO CHIUSE SABATO 4 OTTOBRE”


FESTA DI SAN FRANCESCO. DONAZZAN: “LE SCUOLE VENETE RESTERANNO CHIUSE SABATO 4 OTTOBRE”
Comunicato stampa n° 1597 del 02/10/2008
(AVN) Venezia, 2 ottobre 2008

“Sabato prossimo, 4 ottobre, gli studenti veneti godranno di una giornata di vacanza da scuola, che mi auguro sia una occasione per fare una riflessione sulla ragione stessa della sospensione delle lezioni.”
Lo ha dichiarato Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, che ha aggiunto: “si festeggia il patrono d’Italia, San Francesco, che la nostra Regione quest’anno è chiamata a onorare ufficialmente nella celebrazione dell’olio santo ad Assisi”.
“Ai ragazzi - conclude Donazzan - invio il mio invito a conoscere e a rispettare la nostra tradizione cristiana, che tanta parte ha nella vita pubblica dell’Italia e del Veneto.”
L’assessore Elena Donazzan rappresenterà la Regione del Veneto nelle cerimonie previste venerdì e sabato ad Assisi, cerimonie in cui il Veneto offrirà, a nome dell’intero Paese, l’olio per la lampada votiva che arde nella città umbra presso la tomba di San Francesco.

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto

Dal Veneto in pellegrinaggio verso Assisi

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Dal Veneto in pellegrinaggio verso Assisi

di Francesco Dal Mas

Pellegrini ad Assisi «per riscoprire i valori alti del vivere insieme, illuminati dalla luce del Vangelo».
È il significato, profondo e di stretta attualità, che il patriarca Angelo Scola ed i vescovi del Veneto danno all’offerta dell’olio per la lampada votiva dei Comuni d’Italia presso la tomba di san Francesco.
Olio che quest’anno, il 4 ottobre, verrà portato dal Veneto, con un pellegrinaggio che sarà accompagnato dalle autorità, in testa il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, ed il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari.
L’offerta dell’olio avverrà con una solenne cerimonia sabato mattina ad Assisi, mentre il pellegrinaggio maturerà le prime tappe già venerdì.
L’accensione della lampada che arde tutto l’anno si ripete dal 4 ottobre 1939, quando Pio XII proclamò Francesco d’Assisi patrono d’Italia.
Il Veneto, che ha già assolto questo compito tre volte ­ nel 1950, 1970 e 1988 - si sente particolarmente legato alla figura e alla spiritualità del santo.
Come ricordano i vescovi, «la storia di questo fecondo legame affonda le sue radici nei brevi accenni delle fonti francescane che narrano della sosta di san Francesco a Venezia al ritorno dalla Terra Santa, nella primavera del 1220».
E il Veneto, «come l’Italia tutta, è oggi chiamata ad affrontare la sfida dell’incontro di popoli e culture diversi: viviamo un tempo di mobilità umana straordinaria che ci offre l’opportunità di comprendere l’ansia di san Francesco di portare a tutti i popoli, cristiani, musulmani e seguaci di altre religioni, la parola del Vangelo».
Ricordando che «il centro del messaggio di Francesco è l’annuncio gioioso della paternità di Dio in cui tutti gli uomini e le creature si riconoscono fratelli e imparano a tessere relazioni nuove», i vescovi evidenziano che ad Assisi «riascolteremo l’invito di san Francesco a fare del Vangelo l’unica e vera ispirazione delle nostre scelte personali e comunitarie. Il suo esempio ci ricorderà che siamo cittadini del cielo. Iscritti a quell’anagrafe, possiamo chiamare con tutta verità 'Padre nostro' il Padre che sta nei cieli, percorrendo le vie dell’accoglienza e della solidarietà, per fare delle nostre case e delle nostre città il luogo dell’incontro, del dialogo, della con­divisione, della pace».

Gli appuntamenti ufficiali ad Assisi iniziano oggi alle16.30 in Piazza Garibaldi dove si terrà il primo incontro tra le delegazioni della Regione Veneto con le autorità municipali; da qui partirà il corteo verso la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola dove avverrà la solenne commemorazione del Transito, presieduta dall’arcivescovo di Padova, Antonio Mattiazzo. Domani alle 9 nella Basilica superiore di San Francesco si svolgerà la solenne concelebrazione eucaristica nella Cappella papale presieduta dal patriarca di Venezia cardinale Angelo Scola. Prima del 'Gloria' il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, riaccenderà la Lampada votiva dei Comuni d’Italia con l’olio offerto dal Veneto.

da "Avvenire", 3 ottobre 2008.

Programma eventi di oggi 3 ottobre


3 OTTOBRE 2008

Ore 10.30: ASSISI - S. MARIA DEGLI ANGELI. Piazza Garibaldi
  • Corteo dei Fiori
  • Basilica Papale della Porziuncola - Celebrazione Eucaristica "in Transitu" presieduta da p. BRUNO OTTAVI, Ministro Provinciale dei Frati Minori dell'Umbria.
  • Frate Jacopa, presso la Cappella del Transito, offre il panno cenerino, i mostaccioli, i ceri e l'incenso.
  • La Comunità Angelana offre i fiori per il luogo dove morì S. Francesco.

Ore 16,30 Piazza Garibaldi
  • Incontro tra le Autorità e le Delegazioni della Regione Veneto con la Municipalità di Assisi.

Ore 17,00 Corteo civile da Piazza Garibaldi alla Basilica
  • Con la partecipazione del Rappresentante il Consiglio dei Ministri, dei Presidenti delle Regioni e Province del Veneto ed Umbria, dei Sindaci dei Comuni del Veneto, del Sindaco di Assisi e delle altre Autorità.

Ore 17,30 Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola
  • Accoglienza delle Autorità da parte di P. FABRIZIO MIGLIASSO, Custode del Convento di S. Maria degli Angeli in Porziuncola.
  • Solenne commemorazione del TRANSITO DI SAN FRANCESCO. Presiede S. E Mons. ANTONIO MATTIAZZO, Arcivescovo - Vescovo di Padova, con l’assistenza del Vescovo di Assisi S. E. Mons. DOMENICO SORRENTINO e dei Ministri Generali e Provinciali delle Famiglie Francescane e con l’assistenza di S. Em. ATTILIO NICORA, Cardinale Legato Pontificio per la Basilica.
  • Offerta di doni da parte del Sindaco di Assisi e delle Autorità Istituzionali del Veneto.

Ore 21,00 Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola
  • Veglia di preghiera presieduta da Fr. MAURO JÖHRI, Ministro generale dei frati minori cappuccini.

Ore 21,00 Chiesa di San Damiano
  • Veglia di preghiera presieduta da S. E. Mons. ANDREA BRUNO MAZZOCATO, Vescovo di Treviso.

Ore 21.00 Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco (Assisi-Capoluogo)
  • La Compagnia della Luna Buona (Motta di Livenza) presenta la Commedia Musicale "Frate Francesco" (offerto dalla Regione del Veneto)
http://www.venetoadassisi.it/news.htm
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giovedì 2 ottobre 2008

Il vascovo di Assisi parla della conversione di San Francesco


Radio Vaticana:
Oggi parliamo di...

sabato 04.10.2008
E' dedicata all'ottavo centenario della conversione di San Francesco d'Assisi la trasmissione settimanale a cura di Franca Salerno; ospite in studio S.E.Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi.
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Per ascoltare la trasmissione scarica o ascolta on-line il file mp3 a questo indirizzo:
http://media01.vatiradio.va/podcast/00132381.MP3
oppure
http://www.divshare.com/download/5498640-264
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QUI LA PREGHIERA COMPOSTA DAL VESCOVO SORRENTINO PER L'ANNO DI RIFLESSIONE DEDICATO ALLA CONVERSIONE DI FRANCESCO D'ASSISI

Cristo Signore,
che otto secoli fa chiedesti a Francesco
di riparare la tua casa,
e in quest’Anno della Conversione
ci chiami a metterci sulle sue orme,
donaci di convertirci a Te, con tutto il cuore.

Effondi in noi il tuo Santo Spirito,
e donaci fede retta,
speranza certa, carità perfetta.

Fa che ti contempliamo,
come Francesco a San Damiano,
nel tuo sguardo vivo di Crocifisso Risorto.

Fa che ti incontriamo,
come Francesco ti incontrò nel lebbroso,
nelle tante sofferenze e povertà dei nostri fratelli.

Concedici di essere Chiesa viva,
ardente nella pratica e nell’annuncio del Vangelo,
salda nell’unità delle sue famiglie,
ricca di amore e generosa nel servizio,
in comunione coi Pastori e in dialogo con tutti.

Insegna ai giovani la via del vero amore,
e chiama tanti a servirti
nel sacerdozio e nella vita consacrata.

Illumina e sostieni il Papa Benedetto XVI,
che aspettiamo con amore di figli,
pronti a seguire le sue direttive.

Ci accompagni Maria, tua e nostra Madre,
Vergine fatta Chiesa.
Ci sostengano i Santi nostri Patroni.

Sia onore e gloria a te ,
che vivi e regni con il Padre e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
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Al via il pellegrinaggio del Veneto ad Assisi

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Conferenza Episcopale Triveneta
Ufficio stampa - Venezia, 2 ottobre 2008
Al via il pellegrinaggio del Veneto ad Assisi
  • Alcune migliaia di persone - rappresentanti delle comunità ecclesiali e delle istituzioni della Regione - si stanno recando in queste ore nella cittadina umbra in occasione della tradizionale offerta dell’olio per la “lampada votiva dei comuni d’Italia” che arde presso la tomba di S. Francesco, patrono del Paese
  • Il momento culminante in diretta televisiva su Raiuno: sabato 4 ottobre, alle ore 9.00, la solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal Patriarca card. Angelo Scola con la riaccensione della lampada da parte del sindaco di Venezia Massimo Cacciari
Partono in queste ore alla volta di Assisi i rappresentanti delle comunità ecclesiali, delle istituzioni e degli enti locali del Veneto che partecipano al pellegrinaggio ufficiale della nostra regione alla tomba del patrono d’Italia S. Francesco.

E’ un evento che, a partire dal 1939, coinvolge in modo ufficiale e richiama ogni anno nella cittadina umbra una regione del nostro Paese: quest’anno tocca al Veneto che per la quarta volta (dopo aver già svolto questo compito nel 1950, 1970 e 1988) offrirà - a nome dell’intera nazione - l’olio per la “lampada votiva dei comuni d’Italia” che arde tutto l’anno sulla tomba di S.Francesco, patrono del nostro Paese.

Venerdì 3 e sabato 4 ottobre ad Assisi saranno presenti una decina di vescovi veneti, guidati dal Patriarca di Venezia e presidente della Conferenza Episcopale Triveneta card. Angelo Scola ed accompagnati da almeno una sessantina di sacerdoti e numerosi gruppi di fedeli. La presenza dei pellegrini veneti è stimata in alcune migliaia di persone: circa 2.000 giungeranno ad Assisi con i pellegrinaggi ufficiali organizzati dalle varie diocesi ma sono previsti anche altri arrivi a seguito delle iniziative autonomamente promosse da singole parrocchie, associazioni, movimenti e, soprattutto, realtà di ispirazione francescana della regione.

Molto consistente sarà anche la partecipazione di carattere civile e istituzionale: ad Assisi sarà presente per la Regione Veneto il presidente Giancarlo Galan, il vicepresidente del Consiglio regionale Carlo Alberto Tesserin e l’assessore Elena Donazzan; saranno poi rappresentate - con loro delegati - tutte e sette le Province del Veneto e si sono inoltre accreditate le delegazioni di un centinaio di Comuni della regione, ad iniziare naturalmente dal capoluogo (Venezia) al cui sindaco Massimo Cacciari spetterà sabato il compito della “riaccensione” della lampada votiva.

Gli appuntamenti ufficiali nella cittadina umbra prendono il via nel pomeriggio di venerdì 3 ottobre. Alle 16.30 in Piazza Garibaldi si terrà il primo incontro tra le autorità e le delegazioni della Regione Veneto con la Municipalità di Assisi; da qui, alle 17.00, partirà il corteo delle autorità verso la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola dove verranno accolte da padre Fabrizio Migliasso, Custode del Convento di S. Maria degli Angeli in Porziuncola. Qui alle ore 17.30 avverrà la solenne commemorazione del Transito di S. Francesco presieduta dall’arcivescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo. Seguirà l’offerta di doni da parte del sindaco di Assisi e delle autorità istituzionali del Veneto.

La mattina di sabato 4 ottobre, le autorità e le delegazioni della nostra regione si ritroveranno con la Municipalità di Assisi nella Piazza del Comune da cui partirà il corteo in direzione della Basilica superiore di S. Francesco; ad accogliere le autorità ci sarà qui padre Vincenzo Coli, Custode del Sacro Convento. Alle ore 9.00 - con diretta televisiva su Rai Uno - nella Basilica superiore di San Francesco si svolgerà la solenne concelebrazione eucaristica nella Cappella papale presieduta dal Patriarca di Venezia card. Angelo Scola. Prima del “Gloria” il sindaco di Venezia Massimo Cacciari riaccenderà la Lampada votiva dei Comuni d’Italia con l’olio offerto dal Veneto. Al momento dell’offertorio, inoltre, il sindaco di Assisi e le autorità istituzionali del Veneto offriranno doni al Santo Patrono d’Italia. A seguire, alle ore 10.25, presso la Loggia del Sacro Convento antistante la Piazza inferiore, sono previsti il saluto di padre Marco Tasca, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, e del Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. A rivolgere quindi il “Messaggio all’Italia” sarà il sen. Maurizio Sacconi - Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali - designato per rappresentare ad Assisi il Consiglio dei Ministri.

Nel pomeriggio di sabato 4 ottobre, alle ore 16.00, presso la Basilica inferiore di S. rancesco sono infine previsti i Vespri Pontificali in Cappella Papale presieduti da mons. Flavio Carraro, vescovo emerito di Verona. Alle 16.45, infine, ci sarà il corteo religioso - con la partecipazione delle autorità - dalla Basilica inferiore alla Piazza superiore da dove sarà impartita la benedizione all’Italia e al Mondo con l’Autografo della Benedizione di San Francesco. Saranno, inoltre, distribuiti i ramoscelli d’ulivo alle autorità e ai fedeli presenti mentre verrà eseguito il Cantico delle Creature.
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Sindaco e Patriarca ad Assisi per accendere la lampada votiva

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Sindaco e Patriarca ad Assisi per accendere la lampada votiva

Celebrazioni di San Francesco

Venezia è pronta per il pellegrinaggio ad Assisi con il quale il Veneto offrirà l'olio per la lampada votiva che arde sulla tomba di San Francesco, patrono d'Italia, a nome dell'intera nazione com'è già accaduto tre volte: nel 1950, nel 1970 e nel 1988.

La città lagunare sarà protagonista dell'evento: il patriarca Angelo Scola presiederà la messa solenne nella Basilica superiore, trasmessa in diretta televisiva su Rai Uno, mentre sarà il sindaco, Massimo Cacciari, a riaccendere con l'olio la fiammella in qualità di primo cittadino del capoluogo regionale.

La trasferta in terra umbra coinvolgerà anche il Governatore del Veneto Giancarlo Galan e diverse autorità civili e religiose oltre ai numerosi gruppi di fedeli.

Le celebrazioni avranno inizio domani, venerdì, con la commemorazione della scomparsa di San Francesco, alle 17.30, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in Porziuncola, presieduta dall'arcivescovo di Padova, monsignor Antonio Mattiazzo. Sabato mattina, le autorità e le delegazioni venete si ritroveranno con la Municipalità di Assisi nella piazza del Comune da dove partirà il corteo diretto alla Basilica superiore. Qui, alle 9, nella Cappella papale si svolgerà la concelebrazione eucaristica con il patriarca Scola e prima del Gloria, il sindaco Massimo Cacciari donerà l'olio. Alle 10.25, nella Loggia del Sacro Convento antistante la Piazza inferiore è previsto il saluto del Governatore Giancarlo Galan e quindi a rivolgere il messaggio al Paese sarà il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in rappresentanza del Governo. Nel pomeriggio, alle 16, nella Basilica inferiore sono previsti i Vespri pontificali presieduti da monsignor Flavio Roberto Carraro, vescovo emerito di Verona, mentre alle 16.45 ci sarà il corteo religioso e verrà impartita la benedizione all'Italia con la distribuzione di ramoscelli di ulivo e l'esecuzione del celebre Cantico delle Creature.

di al.spe. -
Il Gazzettino-Venezia, 2 ottobre 2008, p. VII

per chi non può scendere ad Assisi...

per chi non può scendere ad Assisi...
ecco tre brevi contributi dallo sterminato catalogo youtube:
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novena a san francesco - 9

2 ottobre
Perfetta immagine di Cristo Crocifisso, che portasti visibilmente nel tuo corpo i segni della nostra redenzione come preziosissime gemme che tenesti nascoste anche ai più intimi, fa' che partecipiamo con gioia alle sofferenze del nostro prossimo e, nel silenzio, uniti a Cristo, partecipiamo alla salvezza del mondo.
Gloria…
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mercoledì 1 ottobre 2008

OLIO DEL VENETO AD ASSISI PER SAN FRANCESCO PATRONO D’ITALIA

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OLIO DEL VENETO AD ASSISI PER S. FRANCESCO PATRONO D’ITALIA Comunicato stampa n° 1585 del 01/10/2008

(AVN) – Venezia, 1 ottobre 2008

Quest’anno è il Veneto ad offrire l’olio - a nome dell’intera nazione - per la lampada votiva che arde ad Assisi presso la tomba di S.Francesco, patrono d’Italia.

Venerdì e sabato sono previste le celebrazioni nazionali nelle basiliche di S. Maria degli Angeli e in quelle Superiore e Inferiore del Sacro Convento.
E’ dal 1939 che il 4 ottobre si ripete questo gesto simbolico in occasione del quale ogni anno una regione italiana è chiamata ad offrire l’olio che alimenta la lampada votiva posta nella cripta del santo nella Basilica d’Assisi.

Il Veneto ha già assolto questo compito nel 1950, nel 1970 e nel 1988. Sarà il presidente della Regione Giancarlo Galan, insieme alle delegazioni delle Province e dei Comuni, a rappresentare il Veneto in occasione della consegna dell’olio sacro. Saranno i vescovi veneti, guidati dal Patriarca di Venezia card. Angelo Scola, a presiedere le cerimonie in programma. L

a celebrazione solenne di sabato (ore 9) nella Basilica superiore sarà teletrasmessa in diretta su Rai Uno. Il programma prevede venerdì pomeriggio in Piazza Garibaldi l’incontro tra le autorità e le delegazioni del Veneto con quelle dell’Umbria e di Assisi.
Sarà l’assessore Elena Donazzan a rappresentare la Regione. Seguirà nella Basilica della Porziuncola la solenne commemorazione del transito di San Francesco presieduta dal vescovo di Padova mons. Antonio Mattiazzo.
Sabato mattina solenne concelebrazione nella Cappella Papale della Basilica di S. Francesco, presieduta dal Patriarca di Venezia Angelo Scola. Durante il rito, il presidente Galan porrà simbolicamente ai piedi dell’altare una caraffa d’olio e il sindaco di Venezia Massimo Cacciari riaccenderà la lampada votiva dei Comuni d’Italia con l’olio offerto dal Veneto.
Successivamente nella Loggia del Sacro Convento ci sarà il discorso ufficiale del presidente Galan e il messaggio all’Italia da parte del Ministro del welfare Maurizio Sacconi.

Nel pomeriggio è prevista la benedizione all’Italia e al mondo con l’Autografo della benedizione di San Francesco.

La Regione del Veneto promuoverà ad Assisi in queste giornate anche iniziative di carattere culturale e agroalimentare. Venerdì sera sarà rappresentata la commedia musicale “Frate Francesco”, proposta dalla Compagnia Luna Buona della Parrocchia del Duomo di S. Nicola di Motta di Livenza. Sabato pomeriggio si esibirà il coro Edelweiss A.N.A. Monte Grappa della sezione Alpini di Bassano del Grappa. Ad Assisi saranno allestiti anche punti di incontro per far conoscere prodotti tipici regionali del Veneto.
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A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto
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http://www.regione.veneto.it/Notizie/Comunicati+Stampa/Ottobre+2008/1585.htm

Vescovi del Triveneto: incontro Cet

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VESCOVI DEL TRIVENETO: INCONTRO SU “CATTOLICI IN POLITICA” E “SCUOLE CATTOLICHE”
Alla vigila del pellegrinaggio dei vescovi del Triveneto ad Assisi (3 e 4 ottobre), si è aperto con una messa di suffragio per mons. Wilhelm Egger - il vescovo di Bolzano-Bressanone prematuramente scomparso il 16 agosto scorso - il periodico incontro della Conferenza Episcopale Triveneta (Cet) nel Centro pastorale card. Urbani di Zelarino.
Presente l’amministratore diocesano di Bolzano-Bressanone mons. Josef Matzneller.

Al centro dell’incontro, si legge in una nota della Cet, “i cattolici in politica e le scuole d’ispirazione cattolica”.

Sul primo punto si è rilevato, in particolare, “come i recenti e i radicali cambiamenti manifestino il bisogno di formazione non solo sul piano tecnico ma, ancor di più, sul piano etico e valoriale”. “Il momento si presenta favorevole ad un’azione della Chiesa per formare i cristiani impegnati in ambito amministrativo e politico - ha osservato il vescovo di Treviso mons. Bruno Mazzocato -. C’è attesa di una voce autorevole che riempia un vuoto formativo; la dottrina sociale della Chiesa, debitamente mediata e attualizzata, ha questa possibilità. Per rispondere a quest’opportunità è necessario far riprendere vigore all’azione pastorale volta alla formazione socio-politica”.

Quanto alla situazione delle scuole d’ispirazione cattolica, “da sempre - ha rilevato don Edmondo Lanciarotta (delegato per la Commissione Educazione cattolica / Scuola / Università della Cet)- la scuola cattolica si sente parte integrante del sistema educativo nazionale di istruzione e di formazione del nostro Paese” ed “è consapevole di svolgere un servizio pubblico e per questo vuol essere aperta a tutti. Da una parte essa rispetta la laicità della scuola e dall’altra parte offre una sua identità di valori nel quadro di un progetto educativo che promuove la persona nella sua integralità”.
I vescovi hanno quindi convenuto sull’urgenza di sollecitare le istituzioni competenti (Regione ed enti locali) affinché “le scuole libere d’ispirazione cattolica siano opportunamente valorizzate e sostenute ed abbiano innanzitutto accesso alle risorse stabilite per loro e tuttora, dopo molti mesi, non erogate”. Si tratta anche, hanno sostenuto, di continuare “l’opera di sensibilizzazione nei confronti delle comunità cristiane in modo che comprendano la decisività di queste scuole”, soprattutto nell’ambito della grave emergenza educativa in atto.
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Definito inoltre il contenuto della “due giorni” sull’islam in programma a gennaio 2009.
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http://www.agensir.it

novena a san francesco - 8

1 ottobre
Uomo fatto preghiera, patrono d'Italia, che appartieni non solo ad Assisi ma a tutta l'umanità e con la testimonianza evangelica spingi potentemente a servire la giustizia e la pace, fa' che i tuoi figli ed i tuoi devoti sappiano rispondere alle sfide di questo mondo con la mansuetudine e la coerenza di chi segue il Vangelo di Cristo.
Gloria…
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