Attivo il nuovo sito venetoadassisi.it

Da domenica 18 maggio è attivo il nuovo sito internet dedicato all'iniziativa "Il Veneto ad Assisi".
L'indirizzo da digitare è
www.venetoadassisi.it
Da questo momento l'attività di questo blog è limitata alle news (leggi sotto questo post).
Invitiamo tutti i naviganti web a raggiungere il nuovo sito che proporrà di volta in volta tutti i principali aggiornamenti e contributi da parte della Commissione preparatrice.
___________________________________________
Visualizzazione post con etichetta preghiere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta preghiere. Mostra tutti i post

sabato 4 ottobre 2008

Solennità di San Francesco, patrono d'Italia.

A tutti gli italiani, a tutti i visitatori del sito gli auguri più cari da parte della Commissione "Il Veneto ad Assisi 2008": che la testimonianza e l'esempio del poverello di Assisi possano rinnovare le nostre nostre giornate e far crescere la speranza in un mondo migliore.

Presentiamo qui alcuni inni liturgici della festa odierna.
Clicca qui se vuoi ascoltare il file mp3 con il Cantico delle Creature nella versione moderna di R.Ortolani.

.
Inno dell'Ufficio delle Letture
Francesco poverello,
rivestito di grazia,
ascende lieto in gloria
nel regno dei beati.

Esce umile e nudo
dalla scena del mondo,
ed entra ricco in cielo
festeggiato dagli angeli.

Nel suo fragile corpo
reca impressi i sigilli
dell'Agnello immolato
sul legno della croce.

Dolce padre dei poveri,
amico della pace,
tu splendi come un sole
nella Chiesa di Dio!

A te sia lode, o Cristo,
Parola del Dio vivo,
che sveli nei tuoi santi
la gioia dell'Amore. Amen.


Inno delle Lodi mattutine - clicca qui per ascoltare il file mp3
Esaltiamo col canto e la lode
il Serafico Padre Francesco:
or trionfa glorioso nel cielo
chi fu l’umile servo qui in terra.

Dal modello divino rapito,
segue Cristo portando la Croce;
sottomette allo spirito il corpo
in totale rinuncia del mondo.

Il mirabile esempio rifulge,
a sé attira discepoli e figli:
le ricchezze celesti egli addita
a chi è spoglio di quelle terrene.

Accompagna, o serafico Padre,
i tuoi figli nell’arduo cammino:
fa’ che portino gli uomini a Dio
con l’esempio di fede e d’amore.

Gloria al Padre e al Figlio cantiamo
e allo Spirito Consolatore;
Trinità sempiterna e beata
che glorifica gli umili in cielo. Amen.
O Serafico Padre, che hai dato
una nuova famiglia alla Chiesa,
custodisci e conduci i tuoi figli
sulla via che per primo hai percorso.

Non ci turbi il ripudio del mondo
che disprezza chi è povero e mite,
ma ci infiammi il serafico ardore
che tu avevi per Cristo e i fratelli.

Camminiamo tra i mali dei mondo
testimoni dei beni futuri;
la fatica e il dolore mai spenga
la perfetta letizia dal cuore.

Le ferite che Cristo ha scolpito
nel tuo corpo, qual segno di amore,
siano impresse nell’anima nostra,
pegno certo di eterna salvezza.

Gloria al Padre e al Figlio cantiamo,
e allo Spirito Consolatore;
Trinità sempiterna e beata
che glorifica gli umili in cielo. Amen.

.
.

venerdì 3 ottobre 2008

Transito di San Francesco


Mentre ad Assisi presso la Porziuncola si svolge il sacro rito, memoriale del passaggio di Francesco d'Assisi dalla vita terrena alla vita piena in Cristo, riportiamo qui l'inno liturgico e il racconto del fatto secondo la narrazione di San Bonaventura da Bagnoregio nella sua Leggenda Maggiore e dallo Specchio di Perfezione.
.
Inno

È discesa la notte sul mondo,
il creato è avvolto nell’ombra:
il Serafico Padre Francesco
la sua vita conclude sereno.

Ha nel cuore un incendio d’amore,
nel suo Dio ha la mente rapita;
i suoi figli lo imploran dolenti:
tu non devi lasciare il tuo gregge.

Leva gli occhi il Serafico Padre,
stende sopra di loro la destra:
“Su di voi scenda qual provvida pioggia
abbondante la grazia divina.

Allontani da tutti il peccato,
alimenti nei cuori l’amore,
nelle menti riaccenda la luce
che rischiara e conduce alla meta”.

Sulle labbra si spegne la voce,
il suo spirito è in cielo rapito:
il suo volto rivela raggiante
la perfetta letizia celeste.

Gloria al Padre e al Figlio cantiamo,
e allo Spirito Consolatore;
Trinità sempiterna e beata
che glorifica gli umili in cielo. Amen.



Dalla "Leggenda maggiore" di san Bonaventura -
FF 1241ss
5. Finalmente, avvicinandosi il momento del suo transito, fece chiamare intorno a sé tutti i frati del luogo e, consolandoli della sua morte con espressioni carezzevoli li esortò con paterno affetto all’amore di Dio.
Si diffuse a parlare sulla necessita di conservare la pazienza, la povertà, la fedeltà alla santa Chiesa romana, ma ponendo sopra tutte le altre norme il santo Vangelo.
Mentre tutti i frati stavano intorno a lui, stese sopra di loro le mani, intrecciando le braccia in forma di croce (giacché aveva sempre amato questo segno) e benedisse tutti i frati, presenti e assenti, nella potenza e nel nome del Crocifisso. Inoltre aggiunse ancora: «State saldi, o figli tutti, nel timore del Signore e perseverate sempre in esso! E, poiché sta per venire la tentazione e la tribolazione, beati coloro che persevereranno nel cammino iniziato! Quanto a me, mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla Sua grazia!».
Terminata questa dolce ammonizione, l’uomo a Dio carissimo comandò che gli portassero il libro dei Vangeli e chiese che gli leggessero il passo di Giovanni, che incomincia: «Prima della festa di Pasqua...» (Gv 13,1). Egli, poi. come poté, proruppe nell’esclamazione del salmo: «Con la mia voce al Signore io grido, con la mia voce il Signore io supplico» e lo recitò fin al versetto finale: «Mi attendono i giusti, per il momento in cui mi darai la ricompensa» (Cfr Sal 141,1-8).

6. Quando, infine, si furono compiuti in lui tutti i misteri, quell’anima santissima, sciolta dal corpo, fu sommersa nell’abisso della chiarità divina e l’uomo beato s’addormentò nel Signore (Cfr At 7,60).
Uno dei suoi frati e discepoli vide quell’anima beata, in forma di stella fulgentissima, sollevarsi su una candida nuvoletta al di sopra di molte acque (Cfr Sal 28,3) e penetrare diritta in cielo: nitidissima, per il candore della santità eccelsa e ricolma di celeste sapienza e di grazia, per le quali il Santo meritò di entrare nel luogo della luce e della pace, dove con Cristo riposa senza fine. Era, allora, ministro dei frati della Terra di Lavoro frate Agostino, uomo davvero di grande santità. Costui, che si trovava ormai in fin di vita e aveva perso ormai da tempo la parola, improvvisamente fu sentito dagli astanti esclamare: «Aspettami, Padre, aspettami. Ecco sto già venendo con te!». I frati gli chiesero, stupiti, con chi stesse parlando con tanta vivacità. Egli rispose: «Non vedete il nostro padre Francesco, che sta andando in cielo?»; e immediatamente la sua anima santa, migrando dal corpo, seguì il padre santissimo.

Il vescovo d’Assisi, in quella circostanza, si trovava in pellegrinaggio al santuario di San Michele sul Monte Gargano. Il beato Francesco gli apparve la notte stessa del suo transito e gli disse: «Ecco, io lascio il mondo e vado in cielo»(Cfr Gv 16,28). Al mattino, il vescovo, alzatosi, narrò ai compagni quanto aveva visto e, ritornato ad Assisi, indagò accuratamente e poté costatare con sicurezza che il beato padre era migrato da questo mondo nel momento stesso in cui egli lo aveva saputo per visione.

Le allodole, che sono amiche della luce e han paura del buio della sera, al momento del transito del Santo, pur essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto della casa e roteando a lungo con non so qual insolito giubilo, rendevano testimonianza (Cfr Gv 1,7) gioiosa e palese alla gloria del Santo, che tante volte le aveva invitate a lodare Dio.
-
Dallo "Specchio di perfezione" - FF 1820
Stava il Santo, infermo dell’ultima malattia che lo portò a morte, nel luogo di Santa Maria degli Angeli.
Un giorno chiamò i suoi compagni e disse loro: «Voi sapete come Donna Jacopa de Settesoli è vivamente devota a me e al nostro Ordine. Credo perciò ch’ella considererà grande favore e consolazione se la informiamo del mio stato. Domandatele specialmente che mi faccia avere del panno monacale color cenere e, insieme, mi mandi anche di quel dolce che a Roma preparò per me più volte». I romani chiamano quel dolce: mostaccioli, ed è fatto di mandorle, zucchero e altri ingredienti.
Quella nobildonna era molto religiosa, una delle vedove più nobili e ricche di Roma. Per i meriti e la predicazione di Francesco, aveva ricevuto dal Signore la grazia di emulare, nelle lacrime e nel fervore, nell’amore e nell’appassionata dedizione a Cristo, Maria Maddalena.
Scrissero dunque una lettera come aveva detto il Santo; e un frate andava cercando un compagno che recapitasse alla nobildonna la lettera, quando fu picchiato alla porta del luogo. Un frate aprì, ed ecco, lì in persona, Donna Jacopa, venuta con gran fretta a visitare Francesco. Un frate la riconobbe e si recò immediatamente da Francesco, annunziandogli con grande gioia che Donna Jacopa era venuta da Roma con suo figlio e molto seguito a fargli visita. Soggiunse: «Cosa facciamo, padre? Possiamo lasciarla entrare da te?». Disse questo, perché per volontà di Francesco era stato deciso che in quel luogo, per preservarne il decoro e il raccoglimento, non vi entrasse alcuna donna. Ma il Santo disse: «Tale regola non va osservata per questa nobildonna, che una grande fede e devozione ha fatto accorrere qui da tanto lontano».
Così Donna Jacopa entrò dal beato Francesco, scoppiando in lacrime davanti a lui. E, cosa mirabile, portava con sé il panno mortuario, color cenere, per fare una tonaca, e le altre cose contenute nella lettera, come se l’avesse ricevuta in antecedenza.
La signora disse ai frati: «Fratelli miei, mentre pregavo ebbi questa ispirazione: – Va’a visitare il tuo padre Francesco; affrettati, non indugiare; ché, tardando, non lo troveresti più vivo. E portagli il tale panno per la tonaca e tali altre cose, per fargli quel dolce. Inoltre, porta con te gran quantità di cera per farne delle candele, e anche dell’incenso –». Questo, tranne che l’incenso, era annotato nella lettera che si stava per recapitarle.
E così avvenne che Colui, il quale ispirò ai re Magi di andare con doni a onorare il Figlio suo nel giorno della sua nascita, ispirò anche a quella nobile e santa signora di recarsi con doni a onorare il suo dilettissimo servo nei giorni della sua morte, o meglio della sua vera nascita.
Preparò quella signora il cibo che il Santo desiderava mangiare, ma egli ne mangiò ben poco, perché sempre più gli mancavano le forze e si avvicinava alla morte.
Fece fare anche molte candele che, dopo la morte del Santo, ardessero intorno alla sua salma; e con il panno, i frati confezionarono la tonaca con la quale venne sepolto.
Francesco stesso ordinò ai frati di cucirgli del sacco sulla veste che portava, in segno ed esempio di umiltà e di sovrana povertà.
E in quella settimana in cui era venuta Donna Jacopa, il nostro santissimo padre migrò al Signore.
.
.

giovedì 2 ottobre 2008

Il vascovo di Assisi parla della conversione di San Francesco


Radio Vaticana:
Oggi parliamo di...

sabato 04.10.2008
E' dedicata all'ottavo centenario della conversione di San Francesco d'Assisi la trasmissione settimanale a cura di Franca Salerno; ospite in studio S.E.Mons. Domenico Sorrentino, Vescovo di Assisi.
-
Per ascoltare la trasmissione scarica o ascolta on-line il file mp3 a questo indirizzo:
http://media01.vatiradio.va/podcast/00132381.MP3
oppure
http://www.divshare.com/download/5498640-264
-
.
QUI LA PREGHIERA COMPOSTA DAL VESCOVO SORRENTINO PER L'ANNO DI RIFLESSIONE DEDICATO ALLA CONVERSIONE DI FRANCESCO D'ASSISI

Cristo Signore,
che otto secoli fa chiedesti a Francesco
di riparare la tua casa,
e in quest’Anno della Conversione
ci chiami a metterci sulle sue orme,
donaci di convertirci a Te, con tutto il cuore.

Effondi in noi il tuo Santo Spirito,
e donaci fede retta,
speranza certa, carità perfetta.

Fa che ti contempliamo,
come Francesco a San Damiano,
nel tuo sguardo vivo di Crocifisso Risorto.

Fa che ti incontriamo,
come Francesco ti incontrò nel lebbroso,
nelle tante sofferenze e povertà dei nostri fratelli.

Concedici di essere Chiesa viva,
ardente nella pratica e nell’annuncio del Vangelo,
salda nell’unità delle sue famiglie,
ricca di amore e generosa nel servizio,
in comunione coi Pastori e in dialogo con tutti.

Insegna ai giovani la via del vero amore,
e chiama tanti a servirti
nel sacerdozio e nella vita consacrata.

Illumina e sostieni il Papa Benedetto XVI,
che aspettiamo con amore di figli,
pronti a seguire le sue direttive.

Ci accompagni Maria, tua e nostra Madre,
Vergine fatta Chiesa.
Ci sostengano i Santi nostri Patroni.

Sia onore e gloria a te ,
che vivi e regni con il Padre e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
.

novena a san francesco - 9

2 ottobre
Perfetta immagine di Cristo Crocifisso, che portasti visibilmente nel tuo corpo i segni della nostra redenzione come preziosissime gemme che tenesti nascoste anche ai più intimi, fa' che partecipiamo con gioia alle sofferenze del nostro prossimo e, nel silenzio, uniti a Cristo, partecipiamo alla salvezza del mondo.
Gloria…
.

mercoledì 1 ottobre 2008

novena a san francesco - 8

1 ottobre
Uomo fatto preghiera, patrono d'Italia, che appartieni non solo ad Assisi ma a tutta l'umanità e con la testimonianza evangelica spingi potentemente a servire la giustizia e la pace, fa' che i tuoi figli ed i tuoi devoti sappiano rispondere alle sfide di questo mondo con la mansuetudine e la coerenza di chi segue il Vangelo di Cristo.
Gloria…
.

martedì 30 settembre 2008

novena a san francesco - 7

30 settembre
Tutto Serafico in ardore, che sapesti accogliere nella preghiera ogni parola di Dio per poi realizzarla fedelmente, dacci la continuità nella preghiera per nutrire la nostra anima alla divina mensa e progredire sempre più nel cammino verso Dio e i fratelli.
Gloria…
.

lunedì 29 settembre 2008

novene a san francesco - 6

29 settembre
Cantore fervente di Maria che esaltasti come eletta dal Padre e consacrata dal Figlio diletto con lo Spirito Consolatore, fa' che anche noi come Lei diventiamo casa, tenda e palazzo di Dio in mezzo al mondo.
Gloria…
.

domenica 28 settembre 2008

novena a san francesco - 5

28 settembre
Sposo fedele di Madonna Povertà che scegliesti sull'esempio di Cristo Signore come unica compagna della tua vita, concedi anche a noi di condurre una vita semplice e aperta alla condivisione con gli ultimi, gli emarginati ed i sofferenti di questo nostro difficile tempo.
Gloria…
.

sabato 27 settembre 2008

novena a san francesco - 4

27 settembre
Perfetto testimone della fede cristiana che, zelante del regno di Dio, con parole semplici sapesti avvicinare anche chi era lontano, aiutaci a trovare sempre le parole giuste per annunciare Cristo con franchezza e semplicità.
Gloria …
.

venerdì 26 settembre 2008

novena a san francesco - 3

26 settembre
Vero cantore di Dio nel suo creato, che sapesti farti voce di ogni essere ed esaltare il Signore in tutte le tue opere, fa' che sappiamo accostarci con rispetto ed amore ad ogni creatura per ammirare le meraviglie di Cristo.
Gloria…
.

giovedì 25 settembre 2008

novena a san francesco - 2

25 settembre
Santo d'Assisi, d'Italia e del mondo, che tanto ti prodigasti nella tua vita perché, superata ogni divisione e discordia, gli uomini si riconoscessero fratelli, dà anche a noi di impegnarci a cercare sempre in tutti i nostri fratelli le cose che ci uniscono.
Gloria…
.

mercoledì 24 settembre 2008

novena a san francesco - 1

24 settembre
Serafico Padre S. Francesco, che tanto avvicinasti gli uomini del tuo tempo a Dio, concedi che anche noi, con le parole e con l'esempio, sappiamo attrarre i nostri contemporanei all'unica nostra salvezza Cristo Gesù.
Gloria …
.

venerdì 13 giugno 2008

13 giugno - Festa di sant'Antonio di Padova

.
Anche quest'anno arriva regolarmente la festa di sant'Antonio di Padova, frate francescano della prima ora della storia dell'ordine dei minori, che conobbe personalmente Francesco d'Assisi e ne ottenne anche una famosa lettera con la concessione da parte del poverello al fratello teologo di insegnare la teologia ai confratelli.

Antonio è uno dei primissimi frutti di santità maturati dall'albero francescano che trae le sue radici nel Vangelo ed è 'robustoso et forte' nell'esperienza di Francesco d'Assisi, che con la sua conversione e progetto di vita seppe affascinare uomini di ogni dove nel continente europeo (Antonio infatti proviene dal Portogallo...).

La devozione per sant'Antonio è universale, ma certamente le genti venete sono legate da affetto particolare per quest'uomo che venendo da così lontano seppe prediligere per la sua missione evangelizzatrice proprio Padova e i territori circostanti.

Anche la conoscenza dell'esperienza di Antonio può essere un valido aiuto ala preparazione del pellegrinaggio ad Assisi presso la tomba del serafico padre san Francesco...

  • Clicca qui per conoscere meglio la vita e la spiritualità e la santità di Antonio.
  • Clicca qui per conoscere il nutrito programma di iniziative e celebrazioni che vengono svolte a Padova per la sua festa.
  • Clicca qui per leggere l'interessante messaggio che il vescovo di Padova ha indirizzato alla città in occasione della festa, immaginando un originale dialogo tra un genitore, un giovane e sant'Antonio. Clicca qui per leggerlo on-line oppure clicca qui per scaricare il file pdf con il testo impaginato in A4 (4 pagine).
  • Clicca qui per il messaggio del rettore della Basilica, padre Enzo Poiana.
  • Clicca qui per inviare una tua intenzione di preghiera al Santo...
Da vero francescano Antonio amava con particolare devozione la Vergine Maria.
Concludiamo questo post con una sua celebre preghiera:

Signora nostra, unica speranza nostra,
ti supplichiamo di illuminare le nostre menti
con lo splendore della tua grazia,
di purificarci con il candore della tua purezza,
di scaldarci con il calore della tua visita
e di riconciliarci con il Figlio tuo,
perché possiamo meritare di giungere
allo splendore della sua gloria.
Con il suo aiuto, lui che,
con l'annuncio dell'angelo,
assunse da te la gloriosa carne
e volle abitare per nove mesi nel tuo grembo.
A lui l'onore e la gloria per i secoli eterni.
Amen.
.

domenica 25 maggio 2008

Corpus Domini e venerazione di san Francesco per l'Eucaristia


.
Oggi la Chiesa in Italia celebra la solennità del "Corpus Domini", il Santissimo Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo. Più correttamente a Roma tale solennità è stata celebrata giovedì scorso (giorno del calendario liturgico) con la Santa Messa solenne presieduta dal Santo Padre Benedetto XVI, Vescovo di Roma, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano. E' poi seguita la tradizionale e devota processione nelle vie cittadine. (Se vuoi leggi qui l'omelia pronunciata in tale occasione).

San Francesco d'Assisi è stato un vero mistico e devoto adoratore del mistero eucaristico. In questo è stato anche un uomo di fede che ha precorso i tempi, in una Chiesa medievale che proprio in quegli anni stava approfondendo il mistero teologico e le pratiche di pietà. Leggiamo un suo biografo, Tommaso da Celano:

"Francesco ardeva di amore in tutte le fibre del suo essere verso il sacramento del Corpo del Signore, preso da stupore oltre ogni misura per tanta benevola degnazione e generosissima carità.
Riteneva grave segno di disprezzo non ascoltare ogni giorno la Messa, anche se unica, se il tempo lo permetteva. Si comunicava spesso e con tanta devozione da rendere devoti anche gli altri. Infatti, essendo colmo di reverenza per questo venerando sacramento, offriva il sacrificio di tutte le sue membra, e, quando riceveva l’agnello immolato, immolava lo spirito in quel fuoco, che ardeva sempre sull’altare del suo cuore.
Per questo amava la Francia, perché era devota del Corpo del Signore, e desiderava morire in essa per la venerazione che aveva dei sacri misteri.
Un giorno volle mandare i frati per il mondo con pissidi preziose, perché riponessero in luogo il più degno possibile il prezzo della redenzione, ovunque lo vedessero conservato con poco decoro.

Voleva che si dimostrasse grande rispetto alle mani del sacerdote, perché ad esse è stato conferito il divino potere di consacrare questo sacramento.
«Se mi capitasse – diceva spesso – di incontrare insieme un santo che viene dal cielo ed un sacerdote poverello, saluterei prima il prete e correrei a baciargli le mani. Direi infatti: Ohi! Aspetta, san Lorenzo, perché le mani di costui toccano il Verbo di vita e possiedono un potere sovrumano!»".
[Tommaso da Celano, Vita seconda di san Francesco d'Assisi, 210 : FF 789-790]

Tra i moltissimi riferimenti eucaristici contenuti negli scritti di Francesco, scegliamo una brano tratto dalla lettera ai frati (FF 221):

"L’umanità trepidi, l’universo intero tremi, e il cielo esulti, quando sull’altare, nelle mani del sacerdote, è il Cristo figlio di Dio vivo.
O ammirabile altezza, o degnazione stupenda!
O umiltà sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, così si umili da nascondersi, per la nostra salvezza, in poca apparenza di pane!
Guardate, frati, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a Lui vostri cuori ; umiliatevi anche voi, perché egli vi esalti.
Nulla, dunque, di voi, tenete per voi; affinché vi accolga tutti colui che a voi si dà tutto".
Francesco d'Assisi

lunedì 17 marzo 2008

Buona Pasqua !


Cantate al Signore
un cantico non prima udito,
perché ha fatto
cose meravigliose.
Ha santificato il figlio suo
la sua mano,
lo ha santificato
il suo santo braccio.
Il Signore ha fatto conoscere
la salvezza che viene da Lui:
ha rivelato la sua giustizia
al cospetto di tutte le genti.
In quel giorno
ha fatto scendere
la sua misericordia:
durante la notte si è udito il suo cantico.
Questo è un giorno
che ha fatto il Signore:
esultiamo e rallegriamoci in esso.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
Signore Iddio, nostra luce.
Si allietino i cieli, esulti la terra ,
si commuovano le distese dei mari:
godano i campi e quanto in essi vive.
Date gloria al nome del Signore, o patrie di tutte le genti:
date gloria al nome del Signore.

FRANCESCO D’ASSISI, Ufficio della Passione del Signore, Al mattutino della Domenica di Resurrezzione: FF 292

domenica 10 febbraio 2008

Preghiera a Francesco

O Serafico San Francesco, Patrono d'Italia,
tu che rinnovasti il mondo nello spirito di Gesù Cristo,
ascoltaci!
L'avidità delle ricchezze,
l'insidia dei piaceri,
la follia del disordine
tornano ad offuscare le menti
e ad agghiacciare i cuori.
Tu che fosti segnato dalle stimmate della Passione,
fa che il Sangue di Cristo infiammi tutti i popoli
e ci comunichi la tua luce, il tuo amore, il tuo spirito.
Tu conosci le anime, le opere,
le ansie e le speranze nostre:
benedicile!
Proteggi la Chiesa, proteggi l'Italia di cui sei Patrono,
proteggi il mondo intero,
suscita sul cammino di tutti gli uomini un desiderio fecondo di Pace e Bene,
nel quale soltanto è perfetta letizia.
Così sia.